venerdì 27 novembre 2009

L'Imperatore Senza Nome

C'era un impero nel deserto, con un imperatore molto giovane. Era l'Imperatore Senza Nome. Nessuno sapeva come si chiamasse, ma era il Re e sapevano che era più saggio di tutti nonostante i suoi quattordici anni, lo era stato sin dai primi giorni e l'avevano scelto come imperatore sin da quando l'avevano scoperto nel deserto che piangeva e che strillava...

Era molto piccolo e col tempo dimostrò di essere anche molto fragile fisicamente. Nonostante questo esistevano in lui due opposti, la fragilità fisica e un'immensa forza d'animo, un qualcosa di sconosciuto che nulla avrebbe potuto scalfire.

A causa di questa sua fragilità fisica però necessitava di bere più degli altri, aveva bisogno di più acqua di tutti, nessuno sapeva perché, forse per il fatto che era stato abbandonato per chissà quanti giorni nell'arido e selvaggio deserto. Era un miracolo la sua stessa sopravvivenza. Così a intervalli regolari, tutti i giorni l'obbligavano a bere acqua, tanta acqua, di modo che potesse sopravvivere felice e guidare il regno con tutta la sua saggezza.

Lui conosceva il suo regno, conosceva le sue persone, le arti e la bellezza. E sapeva che doveva bere in maniera costante, lo sapeva perché era quello che faceva da quando aveva memoria o meglio, era quello che gli facevano fare.

Un bel giorno però, l'acqua finì.

In tutto il regno non vi era più acqua, non ce n'era più, i pozzi si erano prosciugati e le sorgenti erano lontane e con poc'acqua anch'esse. L'imperatore vide i suoi agitarsi sempre più e preoccuparsi per lui in modo eccessivo. Sapeva che doveva bere e quando gli dissero che l'acqua era finita, capì di non capire.

"L'acqua è finita imperatore."
Rifletté su quella frase, sembrava una sentenza di morte eppure era ancora vivo, che cosa ne avrebbe dovuto fare di quelle parole? Erano qualcosa di nuovo, di mai udito.
"L'acqua è finita imperatore."
Allora rispose: "Va bene, se è finita perché me lo dite?"
I consiglieri non capirono la sua domanda e intanto il tempo passava, passavano le ore e tutti si guardavano l'un l'altro senza trovare una via d'uscita. D'improvviso, l'imperatore sentì qualcosa. Si alzò, uscì fuori all'aria aperta e sentì ancora quella cosa, sempre più forte, sempre più incessante.
"Che cos'è?" Chiese. "Cos'è questa cosa che sento!? Ditemelo!"
"E' la sete imperatore." Risposero i consiglieri. "E' la sete."
L'imperatore cominciò a sentire, stava sentendo una cosa che non aveva mai provato, stava sperimentando la sensazione d'aver sete. Aveva sete, doveva bere, si sentiva sempre più stanco. Stava perdendo le forze.

Poi si rivolse ai suoi consiglieri. "Ma se io provo sete ora che non ho acqua, l'acqua non mi stava salvando, l'acqua non mi stava tenendo in vita, mi stava uccidendo! L'acqua era una pietra tra me e le mie necessità, se solo avessi saputo che io ho sete vi avrei detto di fare delle scorte, centinaia di scorte d'acqua!" L'imperatore era disperato non sapeva cosa fare per la prima volta in vita sua.
"Voi mi avete sedato con l'acqua per avere una saggia guida, ma vi siete messi tra me e quello che devo sapere di me. Vi siete messi tra me e voi e tra voi e voi stessi! Avete voluto qualcosa solo per voi e quel qualcosa adesso vi lascerà senza un imperatore!"
I consiglieri erano come pietrificati.
"Come potrei guidarvi se non so nemmeno di avere sete? Come potrei insegnarvi a bere, se non conosco la sete? Adesso, l'assenza di acqua è la mia vera acqua."
Il giovane imperatore era sempre più stanco, ma trovò le forze per avvicinarsi a loro. "Allora vi chiedo, perché ho sete?"
"Perché siamo nel deserto." Gli risposero.
"Ma anche voi lo siete, e perché io ne ho di più e mi sto sentendo male?"

I consiglieri si guardarono l'un l'altro. "Lei ha vissuto da piccolo nel deserto, è li che l'abbiamo trovata, era appena nato e se non l'avessimo preso noi, sarebbe morto di sete, di fame o mangiato dagli animali. Era indifeso sotto tutti i punti di vista, forse è per questo."
L'imperatore non sapeva questa storia, che pure lo riguardava, sapeva solo che stava per morire.

"Non mi ucciderà l'assenza di acqua, né la sete, ma morirò perché non sapevo di provare sete....morirò perché non sapevo chi fossi. Adesso vi chiedo, per salvare il Regno, ditemi chi sono."

"Tu sei l'Imperatore Senza Nome."

mercoledì 11 novembre 2009

Who are you?

martedì 3 novembre 2009

lunedì 10 agosto 2009

domenica 31 maggio 2009

Acqua a sorsi alterni

Come non dimenticare quel mio amico che mi fece il solito discorso su facebook...a quel tempo viveva solo, incline al gioco delle pulci e bevitore d'acqua a sorsi alterni, insomma per spassarsela sempre più un giorno mi tirò fuori il discorso delle amicizie. Allora io, con abile malefizio glissai il discorso sul blu, poi sul bianco e blu e infine, passando attraverso le transazioni asincrone di un database senza licenza e con drivers non supportati, proposi alla sua mente il link "facebook.com"

"Ahh! caro mio, non ci penso proprio." E mi sorride come un veterano manager della Fuffola & Brothers Enterprise. "Queste cose le conosco, sono fuoco di paglia come direbbe il mio vecchio e hanno la stessa vita di una sveltina all'angolo tra la 14ma e Piazza Sempronio."
Tra me e me riflettevo su quell'incrocio funesto, funesto dalla retata del 1981 dove persi il mio guantone da baseball facendo l'elemosina. Poi continuai ad ascoltare questo mio amico, che certamente ne sapeva più di me.
"Io se voglio degli amici..." E alzando il sopracciglio ondeggiò la bottiglia di birra a fianco del viso lasciandomi intuire che i suoi amici avessero nomi del tipo Bud, Heineken o Mac Farland. "...so dove andarli a pescare e non ho certo bisogno di far arricchire un moccioso arrivista del sogno americano facendomi raccontare dai suoi robots automatizzati che "Grazie a ME, molti dei MIEI amici adesso sono su Facebook." E scorreggiò concedendo alla sua sciatica un certo riposo. "Ecco, grazie a ME caso mai, molti dei miei amici NON sono su facebook."
"Ma su facebook, potresti conoscere persone amiche di amiche di cui non avresti mai sospettato l'esistenza, che potrebbero arricchirti molto dal punto di vista sociale, nel senso che poi ci si potrebbe anche uscire...." Dissi buttandola là, in mezzo alla cassa di Mac Farland che osservavo entrare piano nello stomaco di Freddy, il mio 'amico'.
"Vedi, mettiamo pure che tu conosca una tizia al bar o magari in fila alla posta, ne condividi l'attesa, la sudata perché i condizionatori quel giorno non funzionavano e insieme sbottate perché arrivate a scoprire che il servizio di fax quel giorno non funziona per le chiamate internazionali. Bene, allora una volta capito che ENTRAMBI avevate da fare un fax INTERNAZIONALE dite cavolo, sarà mica nella stessa città, per lo stesso ufficio e per la stessa persona? E dunque, simultaneamente all'interesse fisico e spirituale per quella persona, nutrite anche un certo sospetto perché in fondo in fondo, ma molto in fondo, il vostro IO più nascosto sa e sta prendendo nota che quella ragazza potrebbe essere una potenziale concorrente in grado di non farvi portare a termine il piano Emigro in Scandinavia, nella fredda e felice terra della civiltà elettronica." Freddy bevve un sorso di birra. Poi si ricordò di non averla ancora stappata. "Scusa, hai mica quel coso per..."
"Ecco tieni."
"Ah si, perfetto. Capisci? Allora che fai!? Ti ricordi del suo nome, del suo cognome e del suo viso perché era davanti a te nella fila! Bypassi il fatto d'aver ascoltato i suoi dati anagrafici superando di 23 cm la linea gialla e senza sentirti minimamente in colpa la cerchi su facebook. E sai cosa succede Des?"
"No, cosa succede Freddy?"
"La trovi!" E qui fece un gesto che mi riesce difficile esplicare perché trattasi di mimica facciale da conoscitore di mondi interstellari. "Non credevi fosse possibile ma così è! E' li, di fronte a te, con il profilo aperto e la metà delle foto pubblicate. Allora leggi il profilo con l'attenzione di un ratto di Bel Air nelle fogne di Calcutta e capisci che le tue preoccupazioni erano ben fondate!"
"In che senso, cosa potresti leggere scusa?"
"Beh non so, uno status che recita 'Odio le poste più del mio dannato lavoro' oppure 'se le poste non funzionano faccio da me, per cambiare lavoro bisogna cambiare se stessi!' insomma cose di questo tipo..."
"Cavolo è vero."
"No amico, non è vero, è FINZIONE." E salutò un vecchio in tuta da jogging che passava sul marciapiede di fronte portato a spasso da uno strano cane incrocio tra un pitbull ed un chiwawa. "Alla fine succederà che per curiosità t'iscriverai, l'aggiungerai e attenderai che lei faccia altrettanto chiedendoti se poi magari sei riuscito a mandare il fax. Alla fine, quando leggerai in una sua foto fatta per caso dal cellulare di un suo ex una minuscola pubblicità della Philipussis & Costello Corporation beh, ti farai in quattro per aprire gruppi fasulli che parlino male della Philipussis & Costello Corporation, lei si iscriverà, ti farà domande e tu dovrai assumere false identità per risponderle, alché ti troverai con circa dodici account facebook, quattro gruppi da gestire, cinque browser per accesso contemporaneo e tre computer per colmare le tue dodici identità."
"Piuttosto faticoso."
"E non hai sentito il pezzo forte." Fece prima di una ragguardevole pausa seguita da un peto che non credevo potesse provenire da lui. Credevo fosse il pezzo forte, ma continuò. "Te ne rimangono tre. Tre accounts e guarda caso, t'innamori di un'amica della tipa che scopri essere un parto trigemino e dopo l'embarras iniziale decidi essere una divina provvidenza e cominci a flirtare con tutte e tre per alzare le probabilità di riuscita...e infatti ci riesci!"
"Dunque ti trovi la ragazza su facebook?"
"No, riesci a perdere il lavoro alla Philipussis & Costello Corporation! Perché nel frattempo la tipa della posta è stata assunta per mancata presentazione di un importante candidato e ti lascio immaginare chi fosse."
"Dio mio..."
"Non esistono Dei amico mio, ma solo Uomini Navigati." E bevve ancora la sua birra.
"Freddy, ma tu non bevevi acqua a sorsi alterni?"
"Beh, da quando mi sono iscritto su facebook sono cambiate un sacco di cose." E in quel preciso istante uscì in veranda un cane che sembrava un misto tra un alano e un san bernardo. Al collo aveva una targhetta con scritto ' F '.
"Freddy..."
"Cosa?"
Stavo per dire una cosa cattiva quando vidi il gioco delle pulci sul tavolino della veranda. "No niente."




venerdì 29 maggio 2009

La mia vecchiaia

Ieri per esempio ho avuto una visione, stavo nuotando a 2 cm di profondità in modalità "live free and die hard" con la lente destra degli occhialini che scorreggiava in modalità random e quella sinistra appannata a forma di chiave inglese di seconda mano comprata in un mercatino usa e getta di Walla Walla (Walla Walla è famosa per i mercatini usa e getta)

....insomma vado a fare la 729ma bracciata destra come di routine, quando mi accorgo che il vecchino settantenne che mi ha chiesto abilmente e con gentil cuore la suddivisione della corsia, mi ha superato.

Io, che centellinavo ossigeno dalle labbra di Poseidone, mi dovetti arrendere alle parole del Dio del Mare...

"Egli è più saggio di te, Des."
"In che senso? Nessuno è più saggio di me Poseidò." Dissi bevendo con savoir faire otto litri di cloro.
"Non essere stolto figliolo, sono solo tre anni che nuoti." E puntando il forcone verso il vecchietto continuò. "Egli invece sono trent'anni che bazzica queste acque clorificate e guarda che stile, guarda che bracciate, è un tutt'uno con l'acqua."

Sapevo in cuor mio quanto il vecchio Scuotitore della Terra conoscesse la mia stoltezza, ma sapevo ancora distinguere la fraudolenta traccia del baro. Ecco sì, avrà perso pure tutti i capelli, il ché è senza dubbio fuori standard contro la mia cuffietta in policarbonato di uretano acrilico inodore, incolore e fatta a mano, però quel cazzo di galleggiante che si teneva tra le gambe non mi convinse sin dall'inizio.

Ecco, io da vecchio mi vedo a bucare tutti i galleggianti di tutte le piscine d'Italia.

Sarò bucatore di galleggianti, altro che vinello in provenza da fricchettoni.

Bucatore anzi, BUCANIERE.



mercoledì 27 maggio 2009

Il Burraco

Ricordo una ragazza con la quale flirtavo tra una settimana enigmistica e l'altra, era un periodo di stress per me e allora le concedevo di venirmi a prendere in macchina, non a casa, ma lì vicino, per non far sparlare i vicini sulla mia regale solitarietà...

"Ma perché devo venire a prenderti proprio davanti a quel bar?"
"Perché li ci sono persone che potrebbero parlare a sproposito rendendomi la vita più facile nel giro del Burraco."
"Oddio non sapevo che giocassi a Burraco."
"Infatti non ci gioco, io odio il Burraco."
"Non ti seguo."
"Lo so, nessuno è in grado." Spengo la sigaretta sulla foglia di un rosmarino regalatomi da una mia ex. "Burraco è il capo di questo quartiere."
"Ah, lo chiamano così perché a lui piace il Burraco!"
"Non ti si può nascondere nulla."

domenica 10 maggio 2009

Umorismo - indice

Reincarnazione

"Allora...tu seeeei ah sì, come dimenticarlo." Il Vecchio diede una fugace occhiata abbassando gli occhiali e continuò a bisbigliare tra sé qualcosa d'incomprensibile.
Il ragazzino sorrise.
"Dunque, vediamo. Sei stato 4 volte soldato, uno scienziato 3 volte ed un artista 7." Il Vecchio fece un rapido calcolo mentre il ragazzino cominciava a seguire con molta attenzione i suoi ragionamenti. "4x3 fa 12 + 7, 19...a questo..." Ma il ragazzino interruppe il Matusa che abbassò il Grande Quaderno delle Anime. "Checc'è...?"
"Il tuo ragionamento è corretto, ma le ipotesi sono errate." Allora il ragazzino si fece avanti alzando un poco il mento e cercando di ricordarsi le sue vite passate. "Vedi Zeus, in Germania ero un poeta americano e sempre in quella che ora chiamano Germania fui comandante sì, ma anche filosofo. Dunque, se la mia mente di ragazzino vecchia di 1251 anni non m'inganna, fui 2 volte soldato, 3 volte scienziato e 7 volte artista."
Il Vecchio sapeva bene dove volesse andare a parare. "Ma allora dovremmo calcolare tutte le tue restanti vite, ne hai menzionate solo 12 in grado di coprire...." Allora controllò meglio, girò pagina, cercò l'indice e scorse col dito tutte le lettere. "Ti feci Scorpione vero?"
"Ah-ah."
"Sono proprio 12...merda."
"Ah(!!)"
"Ehmmm volevo dire gu-erda, cioé guarda." E girò il Grande Quaderno delle Anime verso il ragazzino.

Reincarnazioni NBA (eccezion fatta per gli Scorpioni)

Ma il ragazzino aveva lo sguardo allibito che fissava un punto imprecisato proprio dietro Zeus...
"Ma....ma che guardi ragazzino?"
E il moccioso strappò rapido la pagina 14 del Regolamento Eterno e Imperituro e se la mangiò.
"Cosa guardi non c'è nulla."
"Dicheuam?"
Il Vecchio si accorse dello strappo nel Quaderno Mastro nonché della bocca del ragazzino piena di carta. Si tolse gli occhiali e si alzò in piedi. "Va bene, 2,3,7.....2+3+7=12 Kevin Martin, promettente Guardia dei Rockets che ne dici?"
"-.-"
"Ma ti evito la fatica della nascita."
"Non sono io che partorisco."
"Allora 2 x 3 + 7 = 13 Sergio Rodriguez stesso ruolo ma ti mando a New York..." Il Vecchio alzò le sopracciglia. "...nei Knicks!"
"-.-"
"Già non piace neppure a me, ma è un bravo figliolo."
"7-3-2 = 2 Mo Williams e ti fai le finali NBA con Lebron James!"
"I numeri parlano chiaro: 7 x 3 = 21 e se aggiungo 2...."
"Aspetta, ho un Kevin Martin di qualità: 2+3+7=12 Dwight Howard...ragazzo, parliamo di oltre due metri di muscoli ed eleganza, quello lo chiamano Superman!"
"Gli avrebbe schiacciato in faccia comunque."
Il Vecchio ricontrollò le carte e si arrese. "Va bene hai vinto, ma ti darò una 'pippa tedesca' come compagno di squadra, un giocatore di pallavolo, un muccone di 2.20 m come centro e un playmaker biondo, basso e bianco. Farò venire anche la controfigura slava di Fox Mulder per darti una mano... "
"Non ha importanza, 7 x 3 = 21 + 2 li frego tutti."
"Anche questo è vero."
"Ma ti farò rimpiangere d'avermi mangiato pagina 14 piccolo insolente."
Il ragazzino sorrise e cominciò a zompettare...."Allora si parte? eh eh!?" E dal nulla comparve un pallone arancione marchiato NBA e un biglietto sola andata per Chicago.
"Si ma ogni volta che andrai a canestro dovrai mostrarmi la tua gratitudine tirando fuori la lingua, come per ridarmi quella dannata pagina 14..."