sabato 2 dicembre 2017

L'ombrello quantico



Porto l'ombrello e non piove. Lascio l'ombrello e piove, allora porto l'ombrello, ma non piove anzi, esce il sole. Dunque lascio l'ombrello, ma prima grandina e poi piove. Mi scrivono quelli di The Weather Channel e Weather Underground chiedendomi di collaborare con loro. "We are analyzing petabyte of big data but it seems that your umbrella is the only significant variable in the European atmosphere." Non solo, gli ho risposto, ma quando lo apro tira vento e non piove, se lo chiudo ci sono fulmini, ma solo se lo allaccio. Se lo chiudo e non lo allaccio di solito nevica. Ma se provo a misurarne orientamento e posizione nello spazio i dati sballano e con essi le previsioni meteo. L'ho anche avvolto in della carta stagnola e bombardato di neutrini prima di uscire di casa, ma l'equazione non cambia. Porto l'ombrello e non piove.

Per maggiori informazioni: www.lombrellodialberto.it

 

 

domenica 19 novembre 2017

Questione di secchi

Una signora sui 45 nella corsia di guanti, stracci, secchi, scope e cibo per cani mi fa:
"Senta ma quanti sono 40 litri?"
Mi giro pensando avesse sbagliato persona e la vedo con in mano un rotolo di buste della spazzatura con su scritto 40 Lt . Incalza di nuovo mostrandomi basita l'etichetta.

"40 litri sono come due buste da 20, signora."

L'avevo buttata sullo scherzo, ma la signora deve averla presa come una risposta seria. La sento cercare nel suo archivio mentale gli indizi giusti per capire quanto fossero 20 litri, ma va in panne. "Eh però non so nemmeno quanti sono 20 litri.."
"Eheh, sono qui per questo signora, ma guardi !" E le indico uno dei secchi sull'ultimo scaffale "..quel secchio è da 25 litri , e 40 litri è esattamente il doppio dei quattro quinti di quel secchio."

http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/90099049/
Ikea, bidone KNODD

martedì 31 ottobre 2017

Roma - Chelsea



Ore 20.34 suonano al citofono.
Cribbio penso, saranno mica i ragazzini di Halloween?
"Sì chi è?"
"Siamo i testimoni di Genova."
La voce non mi convince, e nemmeno il fatto che fossero di Genova. "Prego lasciate pure la bibbia nella cassetta della pubblicità grazie."
"Ma signore, la prego. Dio si ricorderà che lei ci ha rifiutati!"
Ci penso su, in effetti Dio mi serviva ancora per un paio di cose. "Ok salite."

Suonano alla porta.
"Sì chi è?"
"Siamo i ragazzini di Halloween."
"E i testimoni di Genova?"
"Quello era lo scherzetto."
Apro la porta, e nell'ordine mi trovo Frankenstein, Rick Grimes, Dracula e Kevin Spacey. In quattro non facevano la mia età.
"Ok ok me l'avete fatta bravi, adesso però tornate a casa che c'è Roma-Chelsea."
Nessuna reazione.
"...a casa bimbi, c'è Roma-Chelsea!"
Ma ancora nessuna reazione.
"Allora? Che vi prende?"
"Eh ma noi siamo della Lazio."
"Ah."
"E tu ci devi dei dolcetti."
"Ahhh. Ma per fare la pubblicità che più ne mettete, per quali dolcetti della tradizione?"
"Eh?"
"Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr."

E chiudo la porta soddisfatto.


lunedì 16 ottobre 2017

Il Lunedì

Le giornate di merda si suddividono in due categorie, le giornate di merda che cadono nei giorni dispari e quelle che cadono nei giorni pari. Nei giorni dispari regna sovrano il Lunedì con un'incidenza del 97.2% e sempre fedele alla sua natura, il primo giorno della settimana vi renderà partecipi di tante tante cose, tutte inutili. Nei giorni pari invece la fa da padrone il Lunedì, non pago di essere una giornata di merda dispari, egli cerca con ardore di eccellere anche nella categoria dei pari.

Peraltro sapete bene che il Lunedì non comincia il Lunedì, ma comincia la Domenica sera, quando più nessuno proferisce parola, quando l'aria diventa pesante e quando oscuri presagi ammantano la mente dello schiavo. Anzi, se ci fate attenzione, poggiando un orecchio sulle pareti di casa riuscirete persino a sentire le seguenti parole - al lavorooooo - al lavoroooooooooo!!


E persino la Bibbia ne parla, in Esodo 31,12-17

Il Senior Manager disse a Mosè: "Quanto a te, parla ai tuoi colleghi e riferisci loro: dovrete osservare il Lunedì, perché il Lunedì è un giorno tra me e voi, per i vostri straordinari. E che si sappia che sono io il Senior Manager e che sono io che vi pago. Osserverete dunque il Lunedì, perché dovete lavorare. Chi non lavorerà sarà licenziato; e chiunque in quel giorno non farà un qualche lavoro, sarà eliminato dal progetto. E per sei giorni si lavori, purché il settimo giorno si lavori da casa."

domenica 15 ottobre 2017

La mia prima riunione condominiale

Di quella riunione ho pochi ricordi. Uno soltanto si staglia vivido nella mia mente come fosse ieri. Olga, 93 anni. Single.

Io e Olga eravamo seduti vicini, lei alla mia destra, io alla sua sinistra. Lo Champagne ce l'avrebbero portato dopo. Lei portava un baschetto come quello di Luca Sardella di Linea Verde e invece della convocazione aveva in mano il mazzo di chiavi di casa, a mò di minaccia se la riunione fosse andata troppo per le lunghe.
Olga mi ha fissato per quasi tutto il tempo che siamo stati seduti uno accanto all'altro. Mi ha passato l'acqua circa tredici volte e quando mi giravo verso di lei ne approfittava per chiedermi "Ma lei è nuovo?" e come un pirla le rispondevo sempre "Sì sono nuovo" e la storia continuava sempre uguale "E dove abita?" "E come si chiama?" per finire poi sul "Io me ne vado a letto, sono stanca, parlano troppo e non c'è musica." e dopo cinque minuti l'interrogatorio ricominciava "Ma lei è nuovo?"

La Torre di Babele

Questo siparietto si sarà ripetuto sei o sette volte quella sera. Mentre gli altri condomini discutevano del cambio amministratore e sentivano le ragioni di quello vecchio, io ero impegnato a rispondere al terzo grado di Olga. Mi disse più volte che Dio aveva creato un solo linguaggio e che questo linguaggio era la musica. Poi mi parlò dei suoi cani e della Torre di Babele, ma il nesso mi è sempre sfuggito. Feci anche una gaffe, dandole un valido motivo per tornarsene finalmente a casa.
"E sa bel giovine, io ho anche una macchina!"
Alché il mio timore era che fosse decappottabile e che mi volesse portare al Drive In. "Ah ma non mi dica, non sapevo...!! E la guida pure?" E niente, qui si offese proprio.
"Come sarebbe a dire se la guido? Certo che la guido!! Ma che domande!"
Cercai disperatamente di riallacciarmi all'ordine del giorno, di fare un qualche intervento che mi togliesse da quell'impasse, anche perché il nuovo amministratore l'avevo portato io e per quel che ne sapevo avrebbe potuto dire a tutti. "Oliva mi ha promesso che pagherà lui tutto il mio stipendio mentre voi mi dovete solo le spese di cancelleria. Accettate?"

A quel punto Olga si congedò e la proprietaria di casa l'accompagnò alla porta.
E proprio in quel frangente l'ho sentita chiedere alla padrona di casa chi fossi.




Vega sullo Skyline di Roma

Vega vista dal Gianicolo, Roma (augmented reality)


da Wikipedia:

"Vega è la stella più brillante della costellazione della Lira, la quinta più luminosa del cielo notturno, nonché la seconda più luminosa nell'emisfero celeste boreale, dopo Arturo. Vega è una stella piuttosto vicina, posta a soli 25 anni luce di distanza, la più luminosa in termini assoluti entro un raggio di 30 anni luce dal sistema solare.

Vega possiede una massa circa due volte quella solare ed una luminosità circa 37 volte superiore. L'astro è caratterizzato da un'altissima velocità di rotazione sul proprio asse, che gli conferisce l'aspetto di uno sferoide oblato. Questa rapida rotazione, a causa di un fenomeno noto come oscuramento gravitazionale, si riflette sulla temperatura effettiva fotosferica, che varia a seconda della latitudine presa in esame: infatti, si è notato che la temperatura all'equatore è di circa 2000 K più bassa rispetto a quella rilevata ai poli, ed è proprio in direzione di uno di essi che la stella risulta visibile dalla Terra.

Circa 12 000 anni fa, a causa della precessione dell'asse terrestre, ha svolto il ruolo di stella polare, e lo ricoprirà nuovamente tra altri 13 700 anni.

Alcune irregolarità riscontrate nel disco suggerirebbero la presenza in orbita di almeno un pianeta, per massa simile a Giove.

Vega è la quinta stella più brillante del cielo se vista ad occhio nudo, data la sua magnitudine apparente pari a 0,03 che, associata al caratteristico colore bianco-azzurro, la rende facilmente distinguibile anche dal cielo fortemente inquinato delle grandi città. La facile rintracciabilità della stella è favorita anche dal fatto che Vega costituisce uno dei vertici dell'asterismo chiamato Triangolo estivo, le cui componenti sono, oltre a Vega, Deneb (α Cygni) e Altair (α Aquilae). Questo esteso triangolo rettangolo è molto ben riconoscibile nei cieli notturni poiché non sono presenti stelle altrettanto luminose nelle sue vicinanze; Vega, la più brillante delle tre, si trova sul vertice nord-occidentale, che coincide con l'angolo retto.

Vega domina la costellazione di piccole dimensioni in cui si trova, la Lira, per la maggior parte costituita da stelle relativamente poco luminose; trovandosi quindi in un ambiente povero di stelle luminose, specialmente in direzione ovest, la sua brillantezza risulta particolarmente risaltata.

Data la sua declinazione di +38,7°, Vega è una stella dell'emisfero celeste boreale; questa declinazione fortemente settentrionale fa sì che essa possa risultare visibile solo da latitudini a nord di 51° S, mentre a nord di 51° N appare circumpolare, ossia non tramonta mai sotto l'orizzonte. In virtù della sua posizione molto settentrionale, da questo emisfero è visibile per la gran parte dell'anno.

Vega si trova nella sequenza principale da circa 386 – 511 milioni di anni, e si stima che vi permarrà per almeno altri 700 – 500 milioni di anni; dunque Vega si troverebbe all'incirca a metà della propria sequenza principale, proprio come il Sole, la cui sequenza principale è però dieci volte più lunga. Infatti, le stelle più massicce (e di conseguenza più luminose) utilizzano il loro combustibile nucleare più rapidamente delle altre, a causa del fatto che le reazioni nucleari procedono a un ritmo più sostenuto per contrastare il collasso gravitazionale, direttamente proporzionale alla massa, cui la stella è naturalmente soggetta: Vega è infatti circa 2,11 volte più massiccia e circa 37 ± 3 volte più luminosa della nostra stella."

sabato 14 ottobre 2017

European Remote-Sensing Satellite

"European Remote-Sensing satellite (ERS) è il primo satellite sviluppato dall'Agenzia Spaziale Europea per monitorare la Terra dallo spazio. Venne lanciato il 17 luglio 1991 in un'orbita polare eliosincrona ad un'altezza compresa tra i 782 e i 785 chilometri." (Wikipedia)

....appena visto ad occhio nudo grazie all'applicazione Sky Guide !





Il Satellite peraltro era nella stessa zona d'osservazione dell'ingresso della Stazione Spaziale Internazionale



mercoledì 11 ottobre 2017

Come osservare la Stazione Spaziale Internazionale ad occhio nudo



Signore e signori, oggi 11 Ottobre 2017 alle ore 20.19 Berlin Time, discutendo di infiltrazioni condominiali nel cortile del vicino, ho visto la Stazione Spaziale Internazionale ad OCCHIO NUDO !

"Miro guarda, questa mia nuova applicazione, puoi vedere il cielo stellato in augmented reality"
"Allora ti dicevo, se l'amministratore...."
"No Miro, ne parliamo dopo, mi è appena arrivata la notifica che sta per passare la Stazione Internazionale, cerchiamola!"
"Ma nun dovevamo cercà l'acqua?"
"Ma mica siamo rabdomanti."
"E all'amministratore che je dico?"
"Che prima cerchiamo la stazione"
"Ma c'avevo pure i gessetti per fare i segni a terra..."
"Dopo ci pensiamo, guarda Miro è proprio lì!"
"Ah" (perplessità guardando i gessetti)
"Miro ma dove guardi? Da questa parte!"
E Miro ancora più perplesso mi guarda e mi fa. "Ma stai a guardà er palazzo."
"No Miro è l'Augmented Reality, guarda il mio cellulare!"
"Ma scusa, stavi a guardà a stazione, poi er palazzo e mò er cellulare? Così so boni tutti."
"Eh si, riesco a seguire la stazione da dietro agli oggetti, tramite il cellulare. Tra cinque secondi apparirà!"
Cinque lunghi secondi dopo "Eccola!" E gliela indico.
"Non la vedo"

Daicazzooooooooooooooooooo!

Cinque lunghi minuti di silenzio dopo...
"Adesso posso usare i gessetti?"

 

p.s.
per chi volesse approfondire:
http://divulgazione.uai.it/index.php/Come_osservare_la_Stazione_Spaziale_Internazionale

martedì 10 ottobre 2017

Golgothan IV

Photo: Alex Honnold


La giornata di oggi è stata molto faticosa. E quando dico faticosa, intendo appeso a una parete di sesto grado cercando di arrivare in cima a mani nude, in mutande e prima che giunga la bufera.

La temperatura al mattino era molto bassa, la corda mi si era persino ghiacciata. Poi un raggio di luce mi ha scaldato le mani strappandomi un sorriso. Ma mi è bastato chiudere il sacco a pelo e fare dieci metri che un aquilotto bastardo mi ha cagato in testa. E quando sei appeso a una parete di sesto grado non puoi pensare di farti uno shampoo, né puoi fare le corna all'aquilotto altrimenti caschi di sotto. Verso le undici chiamo l'ufficio aquilotti per fare presente la cosa e mi risponde un call center che mi mette in attesa. Poi casca la linea e mi trovo quattro abbonamenti annuali alla rivista digitale Aquilotto Moderno. Ma procedo. L'aria si scalda, comincio persino a sudare. La fronte madida di... ah no, non era sudore.... poi giungo sul Dente del Giudizio, una roccia spaziosa dove fare una siesta. Qui incontro due simpatici spagnoli o meglio, lui era simpatico, lei era peggio di un maglione bagnato a pelle in una fredda giornata d'inverno. E mi fa "No hay espassio para tres personas!" Ma con una faccia che l'avreste dovuta vedere, alché gli rispondo in perfetto inglese "Ma tu sorella!" E mi apparecchio per farmi un piatto di lenticchie e carote con bruschette aglio, oGLIO e rosmarino. Dopodiché riparto, ma tempo di fare dieci metri che mi accorgo di avere sbagliato montagna. Ero su quella di fronte. Alché scendo di nuovo al Dente del Giudizio e la spagnola mi fa "No soy español soy catalán!" E in perfetto dialetto provenzale gli rispondo "Masticazzi!" Do una pacca sulla spalla del marito (che approva rassegnato) e proseguo la discesa per la cima di fronte. Che detta così rende proprio bene l'idea di quello che ho fatto oggi - LA DISCESA PER LA CIMA DI FRONTE - diceva sempre il mio capo scout Golgothan IV ai tempi in cui la Spagna non era ancora nata: "Per salire bisogna prima scendere. Ma per scendere bisogna solo scendere."
"Que increíble faina!" Aggiunse la spagnola ridendo ereticamente delle parole del Venerabile Golgothan IV, poco prima di essere bruciata dagli occhi di Zeus abilmente camuffati dai miei banalissimi Rayban.

(continua...)


venerdì 29 settembre 2017

La Torre Bianca

"Da una botola a pavimento si intravedono tracce di una più antica costruzione, in materiale diverso dal resto della torre. L’aspetto attuale della costruzione è quello assunto in funzione all’utilizzo militare agli inizi dell’800, durante l’occupazione inglese." 

Come raccontarvi quei momenti in cui ad undici anni, con in mano una candela e un amico al mio fianco, aprimmo quella botola per scendere nei sotterranei di questa vecchia Torre?

Credits: torrefaro.it


Quello che vedemmo là sotto non lo scorderemo mai, compresa la fuga a gambe levate verso la spiaggia!

E in questa fuga devo raccontarvi una cosa. Per entrare nella Torre passammo attraverso alcune inferriate che trovammo divelte e arrugginite. Così che per uscire il passaggio era obbligato e sempre lo stesso. Il mio amico Lillo uscì per primo in tutta fretta e con qualche difficoltà. Io per secondo. Ma la maglietta mi rimase impigliata nelle inferriate. Tanto che quella cosa ebbe tutto il tempo di salire al pian terreno. Ero quasi fuori, ma nell'uscire la gamba mi tagliai dietro al ginocchio. Ero spaventato a morte. Poi guardai le scale che portavano dentro la Torre. E lo vidi.

Era un simpatico topo di campagna.
Ed era l'assistente della Cosa.


(Nel mio prossimo romanzo vi racconterò tutto!)