domenica 22 maggio 2016

Otto milioni di abitanti

"io sò quasi 50 anni che vivo qua e carcola 'na cosa, ner dopoguera eravamo 800 mila" 
pausa. sguardo fisso su di me. 
"mò a Roma semo 8 mijoni, cioé a'capito? otto! mica sette...."
annuisco in segno di profonda approvazione
"otto-mi-jo-ni... 'ndò li metti otto mijoni?"

già, 'ndo li metti...so proprio tanti

"a fraté..." continua mettendo i soldi della benzina nel portafojo, ehm...volevo dire portafoglio "io ho vissuto vent'anni in Germania e quelli tutta sta frutta a ogni angolo mica c'avevano, e però sò i primi in Europa..."

"certo" faccio io "di frutta ce n'è sempre bisogno per carità, però..."

"a caritaaaaaaà? a carità sta ner Vangelo amico mio, emmò ce tocca votà startri du fiji de na mignotta che se magneranno l'artra metà de Roma rimasta in piedi" nel frattempo arriva una macchina, lui strizza gli occhi sotto al sole e continua "...e poi sai che succede?" stavo per accennare a una banale ipotesi per quella specifica domanda, come fossi un semplice cliente che non ha niente da fare nel weekend, ma per fortuna mi ha interrotto prima "succede che te saluto" con tanto di mano appoggiata a fianco della bocca " 'na dittatura ce vole! e allora vojo vede st'otto mijoni 'ndo vanno..."

torno alla macchina perplesso, non tanto per " l'otto mijoni d'abitanti" ma per i vent'anni passati in Germania, non t'hanno mica fatto bene eh....


giovedì 19 maggio 2016

Elezione sindaco di Roma

Dopo un'attenta e approfondita analisi dei candidati alle supermega presidenziali di Roma, nonché dopo una profonda presa di coscienza ed un forte senso di responsabilità elettorale, sono finalmente giunto (tramite 4 complessi algoritmi euristici) ai due unici candidati possibili: votare o non votare e così, l'elettore moderato che è in me, ha lanciato in alto una moneta ponendo la giusta fine a questa tediosa prigionìa politica. 

Croce.




martedì 17 maggio 2016

La mia mensa

Per giorni sono passato davanti a questa bettola, una sorta di vecchio cinema a luci rosse, recuperato forse a ristorante di infima categoria, a metà tra una bisca e una non meglio identificata sala "slot machine"

...insomma se la mattina questo posto mi ricordava la peggiore Brooklyn dei primi anni '80, la sera era più o meno il Bronx dei vecchi polizieschi alla Callaghan, con due o tre improbabili prostitute e un paio di immancabili storpi a distribuire dosi dissimulando una finta (ma nemmeno troppa) questua

pure la scritta era rigorosamente alla moda, anche se sarebbe stato più bello leggerci "TONIGHT De Niro in Raging Bull" piuttosto che "Ristorante - Menu a la Carte, oggi sconto del 50%"

ebbene, lavoravo in quella zona da solamente due giorni.
il terzo giorno scoprii che la bettola era la mensa dei miei colleghi.
il quarto giorno per convenzione, sarebbe diventata anche la mia.


domenica 15 maggio 2016

L'intervista

Stazione di Brignole.

Binario 9. Prendo l'ascensore, esco in banchina e osservo un uomo che accompagna lentamente una donna anziana, probabilmente la madre. Osservo meglio e riconosco la nuca, le orecchie, la stanghetta degli occhiali, è lui. 

Un anno fa lo avrei pagato per intervistarlo, avevo pagine di domande nel mio moleskine, ma stasera... stasera eravamo due uomini vecchi e compassati, vittoriosi sì, ma consapevolmente sconfitti. 

Eravamo in pochi al binario, e avevamo entrambi molto tempo prima che il Freccia Bianca arrivasse. Alché lui si gira e mi vede, io gli sorrido come per approvare il suo passato, o forse il mio. E lui ricambia come per approvare il mio futuro, o forse il suo. 

E stasera credo d'aver ottenuto l'intervista che solo un anno fa mi avrebbe reso famoso.