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lunedì 25 dicembre 2017

Ho fatto Moral Hazard nella metro

Anne Ramsey ne "i Goonies"


Ero in metro che leggevo un trattatello sul moral hazard e le relativi crisi finanziarie degli ultimi tempi, quando una signora sui cinquanta anni si alza e si fa a passo deciso tutto l'ultimo vagone senza distogliere lo sguardo dal mio libro. Certo è un libro interessante, ma non pensavo lo fosse fino a tal punto, né avevo voglia di imbastire con la signora un commentario sulle asimmetrie informative tra le stazioni di Ottaviano e Lepanto.



La signora in questione era per l'esattezza le brutta copia (o forse dovrei dire la bella copia) della mamma della Banda Fratelli. Avesse tirato fuori un coltello a scatto non mi sarei di certo stupito anzi, le avrei consegnato il libro e anche il segnalibro. Ma non andò così.

"Che c'hai na moneta? Du spicci, dai che è Natale." La signora era ben vestita, ma barcollava. Per fortuna ebbe la sana idea di reggersi a un palo del vagone.

"Daje na monetaaa!" Il tono era sempre più deciso e cattivo. E c'era pure scritto nel libro che stavo leggendo - in una contrattazione economica se sarete indecisi, vi porrete automaticamente dalla parte dei perdenti.

Bene, pensai. Era giunto il momento di fargli vedere chi fosse il più "hazard" tra noi.

"N'cho gniente signò." In tasca avevo quattro euro e mezzo spicci, una banconota da cinque e due da venti. "Davvero nulla."

"Eddaaaaaai UN EUROO!"

"Eh magari, signò... de sti tempi."

La risposta fu un commentario conciso sul contesto sociale del Natale in relazione alla bolla finanziaria dei mutui subprime: "CHE NATALE DI MERDA!"

E se ne andò.

Mi sono interrogato molto nei giorni a venire, cioé oggi, sul significato di tutto questo. Ero colpevole io di non averle fatto bere l'ultimo goccio di ottimo Gin da discount o era colpevole la società che l'aveva messa nella condizione di inveire contro me e gli altri passeggeri?

Giunsi a una conclusione: la vita è una contrattazione in cui le informazioni tra le due parti sono equamente distribuite. Non c'è vantaggio per la vita, non c'è svantaggio per chi la vive.

All'inizio.

Poi se sarete indecisi e se mostrerete di non avere tutte le informazioni durante ogni contrattazione del "vivere", vi ritroverete inesorabilmente dalla parte dei perdenti. E non necessariamente a bere del Gin in terra a Via Marsala, quanto piuttosto a leggere un libro di economia ma rifiutando un obolo al prossimo.

CHE ELEMOSINA DI MERDA!


sabato 23 dicembre 2017

La mission di Kim



Mi scrive Kim.
E già qua, avrei dovuto chiudere la mail...

Esordisce con un "Dear Alewsrberto"

Bene, decido di chiudere la mail.
Ma poi penso che può capitare a tutti di starnutire mentre si scrive una mail di lavoro, così vado avanti nella lettura.


"I am contacting you for a contract mission from 15 to 20 January 2018 in Kuala Lumpur."



Chiudo la mail.
Spengo il pc.
Lo porto nel parco sotto casa mia.
Prendo l'accendino.

Ma mi fumo soltanto una sigaretta.
E io non fumo.
A parte le mie ottime sigarette invisibili.







mercoledì 20 dicembre 2017

Bill deve fare un regalo

Bill non trova il prodotto nei negozi.
Allora Bill apre il computer e fa un ordine online.
Bill paga.

"L'ordine è stato spedito e arriverà giorno 20 Dicembre."

Bill è felice.

Bill attende.
Bill attende.
Bill attende.
Bill attende.
Bill attende.

Bill ha fame, è ora di cena.
Bill non ha ricevuto la merce.

Bill piange e va a dormire.

Bill si sente fregato.
Bill rinuncia ai regali di Natale.
Bill rinuncia al Natale.
Bill è intelligente.

Sii come Bill.


ahahahhahahahahahahahhh !!



Ordinare online significa fare un contratto e un contratto presuppone una negoziazione, ovvero un accordo sulle merci scambiate con conseguente soddisfazione di entrambe le parti.

Io do te moneta, tu dai me merce.

Ma siamo in pieno capitalismo e dunque se io do te più moneta, allora tu dai me più merce. O come in questo caso, servizi.

Bene!
Ma non benissimo.

Questo surplus capitalista è rappresentato dalla relativa celerità della consegna ovvero, dal più imminente quanto concorrenziale lasso di tempo nel quale attendere la merce. Ma se questo surplus è disatteso da una delle due parti, allora bisogna rinegoziare la transazione e rimborsare del disagio pervenuto.

E' quello che succede per le multe o per la mancata capitalizzazione
Paghi in ritardo?
Multa.
Non mi dai i soldi che mi devi?
Interessi di mora.



Ora, stendiamo un velo pietoso sulle condizioni meteo che lo sanno tutti che a Roma nevica una volta ogni 30 anni. Peraltro non piove da giorni e non tira una bava di vento.


Insomma la stasi meteorologica.

Certo, siamo sotto il periodo natalizio.
E allora? Non per questo devi rifilare una balla al povero Bill
Dì piuttosto, ci siamo sbagliati passiamo domani oppure il corriere è fuggito con la merce di tutto il quartiere dicendo di essere il vero Babbo Natale, ma il meteo proprio no!

Tra l'altro il pacco è a Roma da stamattina, a soli 2 km da casa di Bill e Bill non può averlo.
Se non è kafkiano questo...

LESSON LEARNT
Così come la globalizzazione avvicina, la globalizzazione allontana



sabato 2 dicembre 2017

L'ombrello quantico



Porto l'ombrello e non piove. Lascio l'ombrello e piove, allora porto l'ombrello, ma non piove anzi, esce il sole. Dunque lascio l'ombrello, ma prima grandina e poi piove. Mi scrivono quelli di The Weather Channel e Weather Underground chiedendomi di collaborare con loro. "We are analyzing petabyte of big data but it seems that your umbrella is the only significant variable in the European atmosphere." Non solo, gli ho risposto, ma quando lo apro tira vento e non piove, se lo chiudo ci sono fulmini, ma solo se lo allaccio. Se lo chiudo e non lo allaccio di solito nevica. Ma se provo a misurarne orientamento e posizione nello spazio i dati sballano e con essi le previsioni meteo. L'ho anche avvolto in della carta stagnola e bombardato di neutrini prima di uscire di casa, ma l'equazione non cambia. Porto l'ombrello e non piove.

Per maggiori informazioni: www.lombrellodialberto.it


domenica 15 ottobre 2017

La mia prima riunione condominiale

Di quella riunione ho pochi ricordi. Uno soltanto si staglia vivido nella mia mente come fosse ieri. Olga, 93 anni. Single.

Io e Olga eravamo seduti vicini, lei alla mia destra, io alla sua sinistra. Lo Champagne ce l'avrebbero portato dopo. Lei portava un baschetto come quello di Luca Sardella di Linea Verde e invece della convocazione aveva in mano il mazzo di chiavi di casa, a mò di minaccia se la riunione fosse andata troppo per le lunghe.
Olga mi ha fissato per quasi tutto il tempo che siamo stati seduti uno accanto all'altro. Mi ha passato l'acqua circa tredici volte e quando mi giravo verso di lei ne approfittava per chiedermi "Ma lei è nuovo?" e come un pirla le rispondevo sempre "Sì sono nuovo" e la storia continuava sempre uguale "E dove abita?" "E come si chiama?" per finire poi sul "Io me ne vado a letto, sono stanca, parlano troppo e non c'è musica." e dopo cinque minuti l'interrogatorio ricominciava "Ma lei è nuovo?"

La Torre di Babele

Questo siparietto si sarà ripetuto sei o sette volte quella sera. Mentre gli altri condomini discutevano del cambio amministratore e sentivano le ragioni di quello vecchio, io ero impegnato a rispondere al terzo grado di Olga. Mi disse più volte che Dio aveva creato un solo linguaggio e che questo linguaggio era la musica. Poi mi parlò dei suoi cani e della Torre di Babele, ma il nesso mi è sempre sfuggito. Feci anche una gaffe, dandole un valido motivo per tornarsene finalmente a casa.
"E sa bel giovine, io ho anche una macchina!"
Alché il mio timore era che fosse decappottabile e che mi volesse portare al Drive In. "Ah ma non mi dica, non sapevo...!! E la guida pure?" E niente, qui si offese proprio.
"Come sarebbe a dire se la guido? Certo che la guido!! Ma che domande!"
Cercai disperatamente di riallacciarmi all'ordine del giorno, di fare un qualche intervento che mi togliesse da quell'impasse, anche perché il nuovo amministratore l'avevo portato io e per quel che ne sapevo avrebbe potuto dire a tutti. "Oliva mi ha promesso che pagherà lui tutto il mio stipendio mentre voi mi dovete solo le spese di cancelleria. Accettate?"

A quel punto Olga si congedò e la proprietaria di casa l'accompagnò alla porta.
E proprio in quel frangente l'ho sentita chiedere alla padrona di casa chi fossi.




domenica 24 settembre 2017

Campionati mondiali di busta al chiuso

Battuto il campione del mondo Andrej Al Carfur dallo sfidante Alberto Oliva nella disciplina spesa con salto alla cassa per la categoria 60 euro. L'italiano si è piazzato col miglior tempo di sempre entrando e uscendo in soli 12 minuti e 4 secondi. Ai microfoni il neocampione del mondo ci ha detto di aver memorizzato la lista della spesa così bene che poteva recitarla al contrario e in ebraico antico. Ha anche ricordato di essersi allenato su tutte le possibili varianti di posizionamento del prodotto, per colore, forma e peso. In questo stadio del fresco infatti, sapeva che le zucchine avrebbero potuto essere sia a destra che a sinistra così come i broccoli, a volte ci sono, a volte non ci sono. La vera difficoltà ha aggiunto, è rimpiazzare la verdura con un valido sostituto e non perdere tempo dietro a verdure potenzialmente inesistenti come la melanzana tonda. Per non parlare poi di quando si hanno le zucchine vicine ai cetrioli, in questi casi solo l'esperienza ti può salvare. Al Carfur, che ha studiato questa disciplina per mesi e fatto la spesa per anni e in tutte le stagioni, ha ammesso di non aver mai visto niente del genere. "Oliva oggi avrebbe potuto fare la spesa all'indietro, senza carrello e persino a occhi chiusi. Non era un'atleta, era una macchina imbustatrice."


venerdì 7 aprile 2017

Il team della Ferrari



Lavori cancello elettrico condominiale, tutto procede come da copione che nemmeno il team della Ferrari. Scendo ore 17, mi congratulo con gli operai, stringo mani, pacche sulle spalle e consegna chiavi da parte dell'elettricista. "Lavoro eccezionale ragazzi, bravi! Cancelli così nemmeno a Moria li fanno più!" Vabbé, la battuta la capisco solo io, poi concludo. "E adesso ditemi come funziona."

Il Project Manager, tale Rocco il Geometra, prende uno dei tre telecomandi e lo punta con ghigno beffardo verso il basculante. Ma il basculante rimane fermo. Lui spinge ancora il pulsante, poi ancora e ancora. Ma niente, immobile. L'imbarazzo è nell'aria.
"Cazzo è successo?" Chiede Rocco fulminando l'elettricista. Poi controlla l'altro telecomando, fa smontare la scatola del motore, esaminano i fusibili, staccano e riattaccano la scheda. Ma niente.
"Non capisco, fa il project engineer più anziano."
"Forse è saltata la corrente?" Chiedo io timidamente sentendomi ormai parte del team.
Mi guardano torvi. Poi in due vanno al quadro delle scale. Li sento parlare in elettricistico. "Maj'hai fatto er bifase? Né che quanno j'hai riattaccato sosemo giocato?"
Ricontrollano la scatola di derivazione. Tutto sembra regolare. Fino a quando, timidamente, subentra il senior analist a gamba tesa.

"Ma non sarà che l'abbiamo lasciato in modalità manuale?"

mercoledì 5 aprile 2017

La globalizzazione



Mi chiama Maurizio dalla Germania con un forte accento di Calcutta.
Mi chiede se possiamo parlare in francese, alché gli dico mais oui, il n'ya pas problem, ma lui continua a parlare in inglese. Mi dice che ha un lavoro per me in Belgio, per conto di una società di Budapest.
"Iz a big opportunity for u Mr.Oliva! Very long term project!"
"Sì Maurì, ma long term quanto?" (considerate che il mio idraulico di fiducia si chiama Maurizio e che giusto ieri ha finito di montare un rubinetto condominiale)
"Ohhh maybe six months Mr.Oliva! It depends."
"Yes but depends on what?"

"On you Mr.Oliva."

mercoledì 29 marzo 2017

Assemblea di condominio, tutta la cronaca minuto per minuto



Un esiguo numero di condomini affrontava il viaggio verso lo studio dell'Amministratore muniti di soli 45 euro in tre, due biglietti dell'autobus, 4 graffette, 18 fotocopie e millesimi insufficienti per poter deliberare anche solo la richiesta di un bicchier d'acqua. Deleghe comprese.


Alle ore 19.50 i tre millesimi insufficienti si fermavano a mangiare un pezzo di pizza da "Gigi Pizza al mattone". Ancora in tempo per deliberare una ritirata proseguivano pizza alla mano verso lo studio dell'Amministratore.

"Ah avete portato la pizza!" Esclamava alle 20.11 l'esimio Amministratore. "Non dovevate grazie, ma accetto molto volentieri!"

Terminati i 45 euro di pizza al taglio alle ore 20.24 si procedeva al conteggio dei millesimi con delega a sorpresa rimasta nel portafogli del condomino Oliva.

"Bene, con 501.4 millesimi, sufficienti per deliberare non proprio tutto, apriamo la seduta."
Presidente Oliva, pizza rossa e segretario Messina, pizza funghi e zucchine.

Alle ore 20.51 l'assemblea approva all'unanimità il punto 1, 2 e 3 all'ordine del giorno. Il punto 4, ovvero la parcella dello studio legale veniva discussa di fronte a un ottimo bicchier d'acqua del 2016 a temperatura ambiente. Il segretario faceva notare la perdita di gazzosità chiedendo l'intervento del Presidente.

"Ti passo la Ferrarelle Miro, non c'è problema."

Alle ore 21.32 sopraggiungeva trafelato il millesimo 561 chiedendo più volte venia per il ritardo.

"Scusate avevo ordinato una pizza, ma pare che avessero fatto un ordine da 45 euro. Che scherzi da imbecilli..."

Alle ore 21.42 veniva approvata la parcella dello studio legale con annessa nota a margine del millesimo 561 "Ah abbiamo uno studio legale?"

Alle ore 21.11 veniva approvato il preventivo della ditta Sali&Tabacchi per l'automazione del cancello con gli ultimi ritrovati della domotica giapponese. Alle ore 21.16 si collegava via Skype il millesimo 611, donna. Da qui in poi sono andate perse le trascrizioni di questa conversazione, nonché le numerose dimostrazioni del Presidente e gli assiomi del terzo condomino, detto Pizza ai frutti di mare, per mostrare al millesimo 611 lo studio di fattibilità dell'impermeabilizzazione del controsoffitto del vialetto principale.

Tutto vano.

Il millesimo donna chiedeva di mettere a verbale la congettura del vialetto, l'ipotesi non dimostrata del controsoffitto e la faziosità della ripartizione per i lavori di domotica di Sali&Tabacchi, invitando caldamente il Presidente ad espletare la facoltà di giudicare NULLA la suddetta assemblea.

Alle ore 22.41 la connessione Skype veniva inspiegabilmente a mancare facendo tornare l'assemblea al millesimo 561. Millesimo sufficiente per deliberare vialetto, controsoffitto, domotica e ripartizione di Fourier-Bernoulli-Oliva sui metri cubi d'acqua consumati durante l'anno.

Alle ore 22.45 la seduta è tolta. Presenti Pizza rossa, Pizza funghi e zucchine e Pizza ai frutti di mare, nonché il millesimo 561 che fa segnare una nota di chiusura:

"Ok andiamo a mangiare adesso?"

venerdì 24 marzo 2017

Come prepararsi per una riunione condominiale

Credit by Palazzo Chigi

Innanzitutto sappiate che l'imprevisto è sempre dietro l'angolo e se oggi avete un inquilino dalla vostra parte, domani sarà il primo a farvi causa per quei petali di begonie che non sapevate nemmeno di avere e che inspiegabilmente tapperanno lo scolo dell'acqua del suo balcone allagandogli casa con le prime pioggie d'Aprile. Per ovviare poi l'annoso problema del luogo dove far confluire tutti gli astanti, è consigliabile recarsi a studio del vostro amministratore.
Se il vostro amministratore non ha uno studio, cambiatelo.

La mia checklist è pressappoco questa:
  • Fotocopie fatte, scansioni pure
  • Penna blu funzionante, penna nera operativa e pennina USB d'emergenza svuotata e decriptata
  • Scaletta degli argomenti imparata a memoria, dovesse andare persa quella della convocazione
  • Foglietto TORNO SUBITO per il posteggio della macchina stampato in duplice copia e con numero di telefono occultato per evitare ulteriori scherzi dei bambini in cortile
  • Frasi di circostanza, apertura e chiusura riunione pronti
  • Preventivi spillati e messi in ordine di importanza (la mia)
  • Diversivo da metà serata e ripasso della vita dei condomini (evitate gaffe sul "Come mai sei venuto al posto di tua sorella?" "E' morta") 
  • Ripasso di economia bancaria, gestione aziendale e project management (questo da farsi un paio di mesi prima della riunione) 
  • Ripasso di norme e tributi, diritto privato e diritto internazionale (questo nel solo caso abbiate dei rifugiati politici nel palazzo)
  • Memorizzazione dello stato patrimoniale e relativo conto economico dell'anno in corso (per questo in genere si ha poco tempo, dipende dalle letture dell'acqua e dalla data di convocazione dell'assemblea condominiale)
Mi raccomando poi, se non riuscite a fare il presidente fate almeno il segretario e se testimoniate non guardate mai in faccia l'imputato. Viceversa, se interrogate il teste fatelo mentre scrivete il verbale (non vi mentirà mai, funziona sempre).

E per finire la dieta. Non mangiate mai a ridosso di una riunione, e non aspettate di tornare a casa per cenare. Solo la riunione vi potrà dire quando mangiare e cosa mangiare. Io di solito me la cavo con una ventina di caramelle prese dal boccione della scrivania dell'amministratore.

La Storia delle Cose

Chi di noi non ha desiderato almeno una volta nella vita di conoscere la storia delle cose?

Beh c'è un'università in Italia, che nel corso di Ingegneria prende in prestito questa materia dalla facoltà di Architettura e la sviscera per bene. Pare che il corso voglia fornire "le nozioni relative al rapporto uomo/donna-oggetto" (e sì, la scelta dell'ordine delle parole poteva essere pensata meglio).

Ma veniamo ai dettagli del corso. Per prima cosa (!!) si studia... la cosa (sì, la cosa) e le cose (!!) nelle varie lingue e culture. C'è per esempio the thing che è molto differente da la cosa nostrana, per non parlare poi di the things. Dopo quesa prima disamina atta a specificare geograficamente l'utilizzo e la forma di una cosa piuttosto che di un'altra si passa alle cose nei miti e nelle forme narrative.

"Oh tu cosa che langui nell'ombra! Esci e chetati innanzi a codesto coso!"

Tratto dal coso là come si chiama... Poi si passa alla simbologia delle cose e hai voglia ad elencare cose e cosi che cosano. Per proseguire poi con la funzionalità delle cose in tutte le loro cose. E si studiano anche gli usi delle cose senza lasciare nulla al coso ehm, al caso.


Ma le cose lasciano anche metafore, ed è per questo che una sezione del corso è interamente dedicata a quest'ultime. Pensiamo ad esempio a Gesù quando disse:

"Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re. Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco io mando davanti a te il mio messaggero,
egli preparerà la via."

Con la storia delle cose riusciamo a valutare ed estrinsecare meglio la metafora che si nasconde dietro le sue parole:

"Che COSA siete andati a vedere nel deserto? Una COSA agitata dal vento? E allora, che COSA siete andati a vedere? Un COSO avvolto in morbide vesti? Coloro che portano COSE sontuose e vivono nella COSA stanno nei COSI dei re. Allora, che COSA siete andati a vedere? Un COSO? Sì, vi dico, e più che un COSO. Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco io mando davanti a te il mio COSO,
egli preparerà la COSA."

Alché capite bene che il senso della metafora si fa meno recondito, pur rimanendo velato; stiamo certamente parlando del COSO e Gesù non lo nasconde. Non dobbiamo più cercare il senso occulto di via, profeta o messaggero. Sappiamo benissimo che qui si sta parlando del COSO che prepara la COSA! Magia delle cose nascoste..

E per terminare il corso sulle cose: la parte finale è dedicata alle utopie delle cose.
Quante volte abbiamo desiderato una cosa e non abbiamo potuta averla, molte altre volevamo più cose e ci siamo dovuti accontentare di una cosa sola.

"Se potessi avere 1000 cose al meseee.."

Strano che non abbiano messo una sezione sulla musica delle cose.

Chiudo questa cosa (...) con il remark finale: "Il focus del corso è incentrato sui colori delle cose." E immaginiamo tutti la complessità dell'argomento.




La Cosa - dal film I Fantastici 4

giovedì 23 marzo 2017

Le mistiche parole dell'avatar Adhavan



Mi scrive il famosissimo Adhavan, urca penso io il satguru del mio nobile maestro Zufar Khan II che nel 1657 venne da lui istruito sui profondi misteri dell'Universo e le mirabili possibilità dell'essere umano... cosa vorrà mai ho pensato, vorrà forse che erga per lui un pashram romano o che divenga il più potente jyotisha mai conosciuto sulla terra? E da dove mi starà scrivendo? E il nobilissimo Zufar sarà al corrente di tutto questo? Stanno forse bramando di svelare a pochi eletti i quattro arcani dei sette candelabri d'oro... alché decido subito di prendere dell'ottima mirra rimasta in frigo e accendere un pò d'incenso per creare la giusta atmosfera di devozione verso il mistico avatar di Adhavan, nonché guru del mio guru.

Mi siedo nella posizione del loto e proseguo la lettura col terzo occhio:

"Myself Adhavan and my team have been searching for a suitable CV on a job portal for a new project as SAP Consultant and found yours. I like to know your availability to take an interview with us. So, please address to this email to understand your professional fit with our available job opportunities and to fix a meeting within the month. The job location is in Paris and the contract is for six months."


A quel punto ho visto il cero spegnersi da solo e farmi i più distinti saluti prima di uscire dalla stanza. Le trombe dell'Apocalisse hanno fischiato stonate nell'aria e i quattro angeli giunti ad ascoltare le parole di Adhavan se ne sono andati insieme a vedere vecchie puntate di Masterchef.

giovedì 9 marzo 2017

L'immortale


Foto by Fabio Cimaglia / LaPresse
E poi mi sono immaginato questo Silvio al Mac.

Ma lo vedo passare prima dal Drive-Through, rigorosamente solo e con occhiali da sole stile Terminator. Solo che la sua macchina non ci passa.

Alché lo vedo scendere dal camion-porsche-suv e prendere le misure. Poi un calcetto alla ruota e qualche alzata di braccia come a dire "ma chi l'ha progettato questo ca$$o di Drive-Through cribbio!"

E parcheggiando con mestizia il camion-porsche-suv, si appresta ad entrare nel Mac con la stessa camminata che avrebbe entrando nel cesso di casa sua, ovvero mano destra in tasca, testa che ciondola come quando si torna a casa dall'edicola e paso doble appena accennato al primo scalino del Mac Donald's (ohh beata gioventù).

Poi si siede. E poi il menu.
Lui non capisce nulla di quello che c'è scritto ed è un pò come leggere il proprio testamento scritto da un altro. La pasta semplice al sugo non c'è. L'acqua frizzante forse. Caffé! Oh cribbio questo c'è! Lo conosco. Ordinerò un caffé!

E così, sulle note di un musical francese che risuonano nella sua testa insieme alle onde del mare, attende romanticamente che giunga quella cameriera seducente che però, non arriverà mai.

Ma lui non lo sa, ed è questo a renderlo immortale.
 

mercoledì 18 gennaio 2017

Bonaseraciao

Servizio Clienti, il mio nuovo libro è in bozza e ovviamente sarà un thriller....
ma ecco il prologo, fresco fresco: 

ore 19.30, vocina automatica ma che sembra di donna normale che imita la vocina automatica, poi risponde un tizio con voce rauca e accento marcatamente romano, del tipo Bonaseraciao. Sento il silenzio attorno a lui, probabilmente è un'esternalizzazione, un remote working, insomma credo proprio di aver telefonato al vicino di casa mentre si trovava sulla tazza del cesso. Gli spiego la situazione, annuisce, e questo lo capisco dalle pippate di fumo che sento alla cornetta, poi mi fa: "Ma osà che n'èmmica a prima persona chemme dice 'ssa cosa?" Insomma, dopo aver sommessamente pregato di aver avuto un'allucinazione uditiva lo sento continuare.... "E ma io gneposso fa gnente, deve chiamà startro nummero che però...." (avranno staccato alle 17...penso tra me) "...hanno staccato alle 19." Stakanovisti. "Massemmedà unattimo jelodossubbito." Me lo sono immaginato mentre faceva una query nel software aziendale e invece lo sento proprio alzarsi e ciabattare lontano. Oddio penso, ma sto sognando? Credo abbia aperto il frigo o roba simile. Forse il numero era proprio sotto il formaggio, quello per le emergenze. E niente, quando l'ho sentito tornare e pippare di nuovo prima di darmi il numero, allora lì ho chiuso.

Ora, miei cari giovani e novelli Watson.
Per scoprire cos'è successo quando si è alzato, dov'è andato e soprattutto chi è la donna misteriosa che gli ha portato il formaggio beh, per questo dovrete attendere l'uscita del mio prossimo libro!


lunedì 18 luglio 2016

Tipico

finisco il mio allenamento spingendo un pò nel finale, il che capirò solo dopo, mi fa scendere la pressione poiché il cuore richiede più sangue, ergo il cervello sbufferizza fino a formattare due o tre importanti informazioni, come chi sono e la distinzione tra spogliatoio degli uomini da quello delle donne. riconosco d'aver sbagliato spogliatoio dalla totale assenza di creme, cremette ed unguenti al latte di cocco svedese, nonché da un paio di acuti vocali che sfiorano i 4 terahertz. raggiungo il mio spogliatoio lasciandomi guidare dal naso e dagli unguenti di propoli e fiori di lillà. capisco di essere nello spogliatoio giusto quando il latte di cocco si mescola con la puzza di sudore. faccio la doccia nel tempo necessario ad un tizio per guardarsi allo specchio prima della doccia. mi asciugo. mi vesto. esco e raggiungo il mio armadietto. il sangue torna lentamente a fluire in modalità recovery. afferro il lucchetto, giro sulla solita combinazione e il lucchetto non si apre. bene. riprovo. niente. certo, sono 5 anni che lo uso ma perché dovrebbe rompersi proprio adesso, anzi perché dovrebbe proprio smettere di funzionare? riprovo, faccio fare un pò di rotazioni alle rotelle in entrambi i sensi, ma solo per constatare che sono nei guai. il lucchetto non ne vuole sapere di aprirsi. le chiavi della macchina sono nell'armadietto. gli spicci per la mia spremuta d'arancia post allenamento sono nell'armadietto. il telefono (imprecazione) è nell'armadietto. ho un gesto di stizza e provo subito a permutare tutte le combinazioni. poi mi chiedo ma che diavolo sto facendo, sono mille, anche c'impiegassi due secondi a combinazione ci metterei mezz'ora e poi che diamine, ho quel lucchetto da 5 anni, come fa a rompersi proprio adesso!!

vado alla reception.
"scusate, non riesco ad aprire il lucchetto, potreste..."
"....romperlo? certo" e la ragazza tira da sotto al bancone due tenaglie da mezzo metro
cristo santo penso. questa è pericolosa.
raggiungiamo l'armadietto e le spiego i fatti.
"guarda, non riesco proprio a capire"
"tipico"
"tipico?"
"sì, tipico degli uomini"
rido di gusto. poi di nervosismo.
"nel senso che fino a ieri funzionava, adesso sembra non volerne proprio sapere"
"anche questo è tipico"
alché sento l'occhio sinistro chiudersi un paio di volte di fila in un tic tutto suo. la ragazza si avvicina, prova la combinazione, ma niente.
"ok, prima di romperlo devo chiederti una cosa"
brava, così si fa. sicuramente vorrà sapere in anticipo cosa c'è dentro per capire se sia il vero proprietario o meno. "dimmi pure"
"sei sicuro che il tuo armadietto non sia questo accanto?" e mi indica l'armadietto 004 con un lucchetto identico al mio.


sabato 16 luglio 2016

Il doppione

Cerco un libro su Amazon su suggerimento di uno strano personaggio sedutosi al mio stesso tavolino la scorsa settimana mentre facevo colazione, ma non è in stampa, troppo tempo per poterlo riordinare, così cerco la versione Kindle, ma non esiste, lo cerco su IBS sia cartaceo che elettronico, niente da fare, stessa storia, ripiego sull'usato e lo trovo in una libreria al centro, libreria nella quale giungo tutto sudato a 10 minuti della chiusura lasciando la macchina in un parcheggio a pagamento, soddisfatto pago e col libro sotto l'ascella me ne torno a casa, ne leggo subito un paio di capitoli e forte del suo contenuto lo ripongo nel marasma della mia libreria proprio sott....ma un momento, questo libro ha lo stesso tit......merda.
5€ di parcheggio + 10€ di libro usato per avere una copia dello stesso libro che anzitempo comprai probabilmente nella stessa libreria lasciando la macchina nello stesso parcheggio.
Stamane si presenta nuovamente il tale sedendosi al tavolino accanto al mio. Sorride di gusto e manda giù il suo caffé. "Ha trovato poi il libro che le ho suggerito?"
"Sì l'ho trovato, ma l'avevo già comprato a suo tempo e riposto con cura nella mia libreria."
"Bene."
"Bene?"
"Certo. E' un'ottima lezione questa che ha ricevuto e dovrebbe farne tesoro." Il tipo manda giù l'ultimo sorso di caffé poi si pulisce il palmo e il dorso della mano sulla sua giacchetta nera."
Lo fisso, alquanto basito. "Ho come l'impressione che lei..."
"Che sapessi della copia che ha comprato il 12 Giugno 2013? Oh ma certo, altrimenti non le avrei fatto perdere tempo con tutta questa faccenda."
"Posso sapere chi è lei?"
"Voi vi preoccupate sempre di sapere chi siano gli altri, ma ignorate volutamente di conoscere chi siate voi stessi." Il tizio si alza mettendosi tra me e il sole, lascia 20€ (VENTI) per il suo caffé e sorride guardando lontano. "C'è una pagina nel libro che parla di questo nostro incontro, quando la riconoscerà avrà il suo insegnamento." E indicando i soldi sul tavolino aggiunge. "Prenda pure i soldi che ha speso, ma lasci la mancia al cameriere!"


martedì 5 luglio 2016

Trieste Trasporti

foto by triesteprima.it


Ore 21.00 collega dimentica zaino con computer e hard disk portatile sul bus in centro.
Ore 21.30 ceniamo vicino la stazione contattando la ditta dei trasporti pubblici.
Ore 22.25 un'impiegata slovena della Trieste Trasporti riporta lo zaino al collega a 200 mt dal ristorante.
Festeggiamo con un gelato da Grom.

Ho immaginato la stessa cosa a Roma:
Ore 21.00 collega dimentica zaino con computer e hard disk portatile sul bus in centro.
Ore 21.05 il computer viene formattato e caricato su un furgone blu.
Ore 21.30 ceniamo vicino la stazione contattando la ditta dei trasporti pubblici.
Musichina d'attesa.
Dopo 10 minuti squilla il telefono e risponde un operatore, tempo mezzo secondo e cade la linea.
Riproviamo.
Musichina d'attesa.
Dopo soli 5 minuti squilla il telefono e risponde un operatore.
Maschio.
Sovrappeso.
Ansimante.
"Pront... ATACCHE"
"Sì guardi abbiamo avuto un problema sul 46, il collega si è dimenticato lo zaino a bordo dell'autobus, come possiamo fare per recuperarlo o contattare l'autista?"
"Che collega?"
"In che senso?"
"Che collega ha perso?"
"Non ho perso il collega, ho perso lo zaino del collega!"
"Ambé e mò so cazzi, er collega tuo 'o sa che j'hai perso 'o zaino?"
"Santo cielo è il collega che ha perso lo zaino!"
"Sur busse? E quanno 'o ritrovi fraté!? 'O sai come se dice a Roma?"
"Senta io ho bisogno di capire se l'autobus sta andando in rimessa o se sia contattabile quantomeno il conducente."
"Quello-che-èpperso-èpperso."
"Grazie è stato di grande aiuto."
"Se figuri, per qualsiasi cosa non esiti a ricontattacce, bonasera."
Nel frattempo arrivano gli involtini primavera.
Il collega ha perso l'appetito, noi mangiamo cercando una soluzione.
Poi chiamo la polizia che mi switcha su un fantomatico numero d'assistenza oggetti smarriti di Roma Capitale.
Musichina d'attesa.
Dopo 10 minuti squilla il telefono e risponde un operatore.
Maschio.
Sovrappeso.
Ansimante.
"Pront... zero sei zero sei zero sei come posso aiutatte?"
"Ah ma è lei?"
"Lei chi?"
Attacco.
Squilla il telefono del collega.
"Si pronto?"
"Abbiamo il tuo hard disk. Sappiamo dove sei e cosa state mangiando. Ci vediamo a 200 mt dal ristorante. Porta con te 1000 euro e riavrai l'hard disk."

lunedì 13 giugno 2016

Le ultime frontiere della Reception

"La vedo signor Oliva, la vedo! Adesso le apro il portone di vetro e quando le aprirò il portone lei prosegua dritto verso l'ingresso.... troverà una busta col suo nome, proprio sopra il tavolo di mogano....

bene, la apra." 

Per un attimo credevo d'aver sentito 'bene, la capra', ma vabbé.

Silenzio.




"L'ha aperta? Ottimo, adesso si volti e vada verso gli ascensori."

Di nuovo silenzio. Mi vedo riflesso in uno specchio con il mio cellulare in mano.
Poi un pendolo della hall rintocca la mezzanotte.

"Perché non si volta? Guardi che la vedo...."

Ok mi volto.

"Molto bene, la sua stanza è al secondo piano, se vuole la seguo con le telecamere fino a quando non trova la sua camera..."

"No signora, la ringrazio." Faccio parlando al soffitto "Credo di potercela fare da solo."

sabato 11 giugno 2016

gnik gnik

scena che nemmeno Bukowsky: vado a correre e dopo qualche metro sento un lento cigolio, è alle mie spalle, penso a un motorino, no troppo lento, il cigolio aumenta, giro a sinistra poi proseguo dritto su una strada a scorrimento veloce, del cigolio non c'è più traccia, supero un bar e giro a destra, il cigolio è tornato....gnik gnik - gnik - gniiiik, è sempre più vicino, ma non mi giro sono concentrato a correre, so che si sta avvicinando, dev'essere qualcuno in bicicletta, forse una bicicletta elettrica, gnik gnik - gnik gniiiiiik - ormai è alla mia sinistra e sento qualcosa tipo un orso che annusa l'aria, poi capisco che è qualcuno che ansima.
mi giro.

un vecchietto con gli occhi di fuori spinge al massimo una vecchia bicicletta arrugginita, è vestito bene, ma completamente madido di sudore, la sua bicicletta ha due cestini, uno davanti e uno dietro.
su quello davanti è adagiata una papera, e fin qui tutto normale....chi è che non va in bicicletta con una papera oggi giorno? io me la porto sempre quando vado a fare benzina, non ne esco mai senza, può tornare utile. ultimamente ne ho comprata una seconda, stavo pensando di alternarle, i giorni dispari una i giorni pari l'altra.
ma veniamo al cestino di dietro.
il cestino di dietro.
si beh ecco...il cestino di dietro.
una sacchetta da 5 litri trasparente con dentro....no non posso.
ok, posso.
...dell'ottima urina di annata.
mi sono fermato all'istante, il vecchio credo non si sia nemmeno accorto di me.
alché prima di ringraziare dio dei 36 anni vissuti per questa memorabile scena, mi sono chiesto, starà mica andando dal veterinario con la piscia della papera per farla analizzare? le papere pisciano così tanto? o forse è la sua ma non può lasciare la papera a casa da sola...? forse è un vecchio alchimista che sta portando l'elisir di lunga vita a qualcuno
una cosa è certa.
in questi momenti dio è più vicino che mai.
e soprattutto quando vedrò una papera non sarà più la stessa cosa, non parliamo poi di quando andrò a pisciare...


domenica 22 maggio 2016

Otto milioni di abitanti

"io sò quasi 50 anni che vivo qua e carcola 'na cosa, ner dopoguera eravamo 800 mila" 
pausa. sguardo fisso su di me. 
"mò a Roma semo 8 mijoni, cioé a'capito? otto! mica sette...."
annuisco in segno di profonda approvazione
"otto-mi-jo-ni... 'ndò li metti otto mijoni?"

già, 'ndo li metti...so proprio tanti

"a fraté..." continua mettendo i soldi della benzina nel portafojo, ehm...volevo dire portafoglio "io ho vissuto vent'anni in Germania e quelli tutta sta frutta a ogni angolo mica c'avevano, e però sò i primi in Europa..."

"certo" faccio io "di frutta ce n'è sempre bisogno per carità, però..."

"a caritaaaaaaà? a carità sta ner Vangelo amico mio, emmò ce tocca votà startri du fiji de na mignotta che se magneranno l'artra metà de Roma rimasta in piedi" nel frattempo arriva una macchina, lui strizza gli occhi sotto al sole e continua "...e poi sai che succede?" stavo per accennare a una banale ipotesi per quella specifica domanda, come fossi un semplice cliente che non ha niente da fare nel weekend, ma per fortuna mi ha interrotto prima "succede che te saluto" con tanto di mano appoggiata a fianco della bocca " 'na dittatura ce vole! e allora vojo vede st'otto mijoni 'ndo vanno..."

torno alla macchina perplesso, non tanto per " l'otto mijoni d'abitanti" ma per i vent'anni passati in Germania, non t'hanno mica fatto bene eh....