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sabato 2 dicembre 2017

L'ombrello quantico



Porto l'ombrello e non piove. Lascio l'ombrello e piove, allora porto l'ombrello, ma non piove anzi, esce il sole. Dunque lascio l'ombrello, ma prima grandina e poi piove. Mi scrivono quelli di The Weather Channel e Weather Underground chiedendomi di collaborare con loro. "We are analyzing petabyte of big data but it seems that your umbrella is the only significant variable in the European atmosphere." Non solo, gli ho risposto, ma quando lo apro tira vento e non piove, se lo chiudo ci sono fulmini, ma solo se lo allaccio. Se lo chiudo e non lo allaccio di solito nevica. Ma se provo a misurarne orientamento e posizione nello spazio i dati sballano e con essi le previsioni meteo. L'ho anche avvolto in della carta stagnola e bombardato di neutrini prima di uscire di casa, ma l'equazione non cambia. Porto l'ombrello e non piove.

Per maggiori informazioni: www.lombrellodialberto.it


domenica 15 ottobre 2017

La mia prima riunione condominiale

Di quella riunione ho pochi ricordi. Uno soltanto si staglia vivido nella mia mente come fosse ieri. Olga, 93 anni. Single.

Io e Olga eravamo seduti vicini, lei alla mia destra, io alla sua sinistra. Lo Champagne ce l'avrebbero portato dopo. Lei portava un baschetto come quello di Luca Sardella di Linea Verde e invece della convocazione aveva in mano il mazzo di chiavi di casa, a mò di minaccia se la riunione fosse andata troppo per le lunghe.
Olga mi ha fissato per quasi tutto il tempo che siamo stati seduti uno accanto all'altro. Mi ha passato l'acqua circa tredici volte e quando mi giravo verso di lei ne approfittava per chiedermi "Ma lei è nuovo?" e come un pirla le rispondevo sempre "Sì sono nuovo" e la storia continuava sempre uguale "E dove abita?" "E come si chiama?" per finire poi sul "Io me ne vado a letto, sono stanca, parlano troppo e non c'è musica." e dopo cinque minuti l'interrogatorio ricominciava "Ma lei è nuovo?"

La Torre di Babele

Questo siparietto si sarà ripetuto sei o sette volte quella sera. Mentre gli altri condomini discutevano del cambio amministratore e sentivano le ragioni di quello vecchio, io ero impegnato a rispondere al terzo grado di Olga. Mi disse più volte che Dio aveva creato un solo linguaggio e che questo linguaggio era la musica. Poi mi parlò dei suoi cani e della Torre di Babele, ma il nesso mi è sempre sfuggito. Feci anche una gaffe, dandole un valido motivo per tornarsene finalmente a casa.
"E sa bel giovine, io ho anche una macchina!"
Alché il mio timore era che fosse decappottabile e che mi volesse portare al Drive In. "Ah ma non mi dica, non sapevo...!! E la guida pure?" E niente, qui si offese proprio.
"Come sarebbe a dire se la guido? Certo che la guido!! Ma che domande!"
Cercai disperatamente di riallacciarmi all'ordine del giorno, di fare un qualche intervento che mi togliesse da quell'impasse, anche perché il nuovo amministratore l'avevo portato io e per quel che ne sapevo avrebbe potuto dire a tutti. "Oliva mi ha promesso che pagherà lui tutto il mio stipendio mentre voi mi dovete solo le spese di cancelleria. Accettate?"

A quel punto Olga si congedò e la proprietaria di casa l'accompagnò alla porta.
E proprio in quel frangente l'ho sentita chiedere alla padrona di casa chi fossi.




venerdì 7 aprile 2017

Il team della Ferrari



Lavori cancello elettrico condominiale, tutto procede come da copione che nemmeno il team della Ferrari. Scendo ore 17, mi congratulo con gli operai, stringo mani, pacche sulle spalle e consegna chiavi da parte dell'elettricista. "Lavoro eccezionale ragazzi, bravi! Cancelli così nemmeno a Moria li fanno più!" Vabbé, la battuta la capisco solo io, poi concludo. "E adesso ditemi come funziona."

Il Project Manager, tale Rocco il Geometra, prende uno dei tre telecomandi e lo punta con ghigno beffardo verso il basculante. Ma il basculante rimane fermo. Lui spinge ancora il pulsante, poi ancora e ancora. Ma niente, immobile. L'imbarazzo è nell'aria.
"Cazzo è successo?" Chiede Rocco fulminando l'elettricista. Poi controlla l'altro telecomando, fa smontare la scatola del motore, esaminano i fusibili, staccano e riattaccano la scheda. Ma niente.
"Non capisco, fa il project engineer più anziano."
"Forse è saltata la corrente?" Chiedo io timidamente sentendomi ormai parte del team.
Mi guardano torvi. Poi in due vanno al quadro delle scale. Li sento parlare in elettricistico. "Maj'hai fatto er bifase? Né che quanno j'hai riattaccato sosemo giocato?"
Ricontrollano la scatola di derivazione. Tutto sembra regolare. Fino a quando, timidamente, subentra il senior analist a gamba tesa.

"Ma non sarà che l'abbiamo lasciato in modalità manuale?"

mercoledì 5 aprile 2017

La globalizzazione



Mi chiama Maurizio dalla Germania con un forte accento di Calcutta.
Mi chiede se possiamo parlare in francese, alché gli dico mais oui, il n'ya pas problem, ma lui continua a parlare in inglese. Mi dice che ha un lavoro per me in Belgio, per conto di una società di Budapest.
"Iz a big opportunity for u Mr.Oliva! Very long term project!"
"Sì Maurì, ma long term quanto?" (considerate che il mio idraulico di fiducia si chiama Maurizio e che giusto ieri ha finito di montare un rubinetto condominiale)
"Ohhh maybe six months Mr.Oliva! It depends."
"Yes but depends on what?"

"On you Mr.Oliva."

mercoledì 29 marzo 2017

Assemblea di condominio, tutta la cronaca minuto per minuto



Un esiguo numero di condomini affrontava il viaggio verso lo studio dell'Amministratore muniti di soli 45 euro in tre, due biglietti dell'autobus, 4 graffette, 18 fotocopie e millesimi insufficienti per poter deliberare anche solo la richiesta di un bicchier d'acqua. Deleghe comprese.


Alle ore 19.50 i tre millesimi insufficienti si fermavano a mangiare un pezzo di pizza da "Gigi Pizza al mattone". Ancora in tempo per deliberare una ritirata proseguivano pizza alla mano verso lo studio dell'Amministratore.

"Ah avete portato la pizza!" Esclamava alle 20.11 l'esimio Amministratore. "Non dovevate grazie, ma accetto molto volentieri!"

Terminati i 45 euro di pizza al taglio alle ore 20.24 si procedeva al conteggio dei millesimi con delega a sorpresa rimasta nel portafogli del condomino Oliva.

"Bene, con 501.4 millesimi, sufficienti per deliberare non proprio tutto, apriamo la seduta."
Presidente Oliva, pizza rossa e segretario Messina, pizza funghi e zucchine.

Alle ore 20.51 l'assemblea approva all'unanimità il punto 1, 2 e 3 all'ordine del giorno. Il punto 4, ovvero la parcella dello studio legale veniva discussa di fronte a un ottimo bicchier d'acqua del 2016 a temperatura ambiente. Il segretario faceva notare la perdita di gazzosità chiedendo l'intervento del Presidente.

"Ti passo la Ferrarelle Miro, non c'è problema."

Alle ore 21.32 sopraggiungeva trafelato il millesimo 561 chiedendo più volte venia per il ritardo.

"Scusate avevo ordinato una pizza, ma pare che avessero fatto un ordine da 45 euro. Che scherzi da imbecilli..."

Alle ore 21.42 veniva approvata la parcella dello studio legale con annessa nota a margine del millesimo 561 "Ah abbiamo uno studio legale?"

Alle ore 21.11 veniva approvato il preventivo della ditta Sali&Tabacchi per l'automazione del cancello con gli ultimi ritrovati della domotica giapponese. Alle ore 21.16 si collegava via Skype il millesimo 611, donna. Da qui in poi sono andate perse le trascrizioni di questa conversazione, nonché le numerose dimostrazioni del Presidente e gli assiomi del terzo condomino, detto Pizza ai frutti di mare, per mostrare al millesimo 611 lo studio di fattibilità dell'impermeabilizzazione del controsoffitto del vialetto principale.

Tutto vano.

Il millesimo donna chiedeva di mettere a verbale la congettura del vialetto, l'ipotesi non dimostrata del controsoffitto e la faziosità della ripartizione per i lavori di domotica di Sali&Tabacchi, invitando caldamente il Presidente ad espletare la facoltà di giudicare NULLA la suddetta assemblea.

Alle ore 22.41 la connessione Skype veniva inspiegabilmente a mancare facendo tornare l'assemblea al millesimo 561. Millesimo sufficiente per deliberare vialetto, controsoffitto, domotica e ripartizione di Fourier-Bernoulli-Oliva sui metri cubi d'acqua consumati durante l'anno.

Alle ore 22.45 la seduta è tolta. Presenti Pizza rossa, Pizza funghi e zucchine e Pizza ai frutti di mare, nonché il millesimo 561 che fa segnare una nota di chiusura:

"Ok andiamo a mangiare adesso?"

venerdì 24 marzo 2017

La Storia delle Cose

Chi di noi non ha desiderato almeno una volta nella vita di conoscere la storia delle cose?

Beh c'è un'università in Italia, che nel corso di Ingegneria prende in prestito questa materia dalla facoltà di Architettura e la sviscera per bene. Pare che il corso voglia fornire "le nozioni relative al rapporto uomo/donna-oggetto" (e sì, la scelta dell'ordine delle parole poteva essere pensata meglio).

Ma veniamo ai dettagli del corso. Per prima cosa (!!) si studia... la cosa (sì, la cosa) e le cose (!!) nelle varie lingue e culture. C'è per esempio the thing che è molto differente da la cosa nostrana, per non parlare poi di the things. Dopo quesa prima disamina atta a specificare geograficamente l'utilizzo e la forma di una cosa piuttosto che di un'altra si passa alle cose nei miti e nelle forme narrative.

"Oh tu cosa che langui nell'ombra! Esci e chetati innanzi a codesto coso!"

Tratto dal coso là come si chiama... Poi si passa alla simbologia delle cose e hai voglia ad elencare cose e cosi che cosano. Per proseguire poi con la funzionalità delle cose in tutte le loro cose. E si studiano anche gli usi delle cose senza lasciare nulla al coso ehm, al caso.


Ma le cose lasciano anche metafore, ed è per questo che una sezione del corso è interamente dedicata a quest'ultime. Pensiamo ad esempio a Gesù quando disse:

"Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re. Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco io mando davanti a te il mio messaggero,
egli preparerà la via."

Con la storia delle cose riusciamo a valutare ed estrinsecare meglio la metafora che si nasconde dietro le sue parole:

"Che COSA siete andati a vedere nel deserto? Una COSA agitata dal vento? E allora, che COSA siete andati a vedere? Un COSO avvolto in morbide vesti? Coloro che portano COSE sontuose e vivono nella COSA stanno nei COSI dei re. Allora, che COSA siete andati a vedere? Un COSO? Sì, vi dico, e più che un COSO. Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco io mando davanti a te il mio COSO,
egli preparerà la COSA."

Alché capite bene che il senso della metafora si fa meno recondito, pur rimanendo velato; stiamo certamente parlando del COSO e Gesù non lo nasconde. Non dobbiamo più cercare il senso occulto di via, profeta o messaggero. Sappiamo benissimo che qui si sta parlando del COSO che prepara la COSA! Magia delle cose nascoste..

E per terminare il corso sulle cose: la parte finale è dedicata alle utopie delle cose.
Quante volte abbiamo desiderato una cosa e non abbiamo potuta averla, molte altre volevamo più cose e ci siamo dovuti accontentare di una cosa sola.

"Se potessi avere 1000 cose al meseee.."

Strano che non abbiano messo una sezione sulla musica delle cose.

Chiudo questa cosa (...) con il remark finale: "Il focus del corso è incentrato sui colori delle cose." E immaginiamo tutti la complessità dell'argomento.




La Cosa - dal film I Fantastici 4

giovedì 9 marzo 2017

L'immortale


Foto by Fabio Cimaglia / LaPresse
E poi mi sono immaginato questo Silvio al Mac.

Ma lo vedo passare prima dal Drive-Through, rigorosamente solo e con occhiali da sole stile Terminator. Solo che la sua macchina non ci passa.

Alché lo vedo scendere dal camion-porsche-suv e prendere le misure. Poi un calcetto alla ruota e qualche alzata di braccia come a dire "ma chi l'ha progettato questo ca$$o di Drive-Through cribbio!"

E parcheggiando con mestizia il camion-porsche-suv, si appresta ad entrare nel Mac con la stessa camminata che avrebbe entrando nel cesso di casa sua, ovvero mano destra in tasca, testa che ciondola come quando si torna a casa dall'edicola e paso doble appena accennato al primo scalino del Mac Donald's (ohh beata gioventù).

Poi si siede. E poi il menu.
Lui non capisce nulla di quello che c'è scritto ed è un pò come leggere il proprio testamento scritto da un altro. La pasta semplice al sugo non c'è. L'acqua frizzante forse. Caffé! Oh cribbio questo c'è! Lo conosco. Ordinerò un caffé!

E così, sulle note di un musical francese che risuonano nella sua testa insieme alle onde del mare, attende romanticamente che giunga quella cameriera seducente che però, non arriverà mai.

Ma lui non lo sa, ed è questo a renderlo immortale.
 

mercoledì 18 gennaio 2017

Bonaseraciao

Servizio Clienti, il mio nuovo libro è in bozza e ovviamente sarà un thriller....
ma ecco il prologo, fresco fresco: 

ore 19.30, vocina automatica ma che sembra di donna normale che imita la vocina automatica, poi risponde un tizio con voce rauca e accento marcatamente romano, del tipo Bonaseraciao. Sento il silenzio attorno a lui, probabilmente è un'esternalizzazione, un remote working, insomma credo proprio di aver telefonato al vicino di casa mentre si trovava sulla tazza del cesso. Gli spiego la situazione, annuisce, e questo lo capisco dalle pippate di fumo che sento alla cornetta, poi mi fa: "Ma osà che n'èmmica a prima persona chemme dice 'ssa cosa?" Insomma, dopo aver sommessamente pregato di aver avuto un'allucinazione uditiva lo sento continuare.... "E ma io gneposso fa gnente, deve chiamà startro nummero che però...." (avranno staccato alle 17...penso tra me) "...hanno staccato alle 19." Stakanovisti. "Massemmedà unattimo jelodossubbito." Me lo sono immaginato mentre faceva una query nel software aziendale e invece lo sento proprio alzarsi e ciabattare lontano. Oddio penso, ma sto sognando? Credo abbia aperto il frigo o roba simile. Forse il numero era proprio sotto il formaggio, quello per le emergenze. E niente, quando l'ho sentito tornare e pippare di nuovo prima di darmi il numero, allora lì ho chiuso.

Ora, miei cari giovani e novelli Watson.
Per scoprire cos'è successo quando si è alzato, dov'è andato e soprattutto chi è la donna misteriosa che gli ha portato il formaggio beh, per questo dovrete attendere l'uscita del mio prossimo libro!


sabato 16 luglio 2016

Il doppione

Cerco un libro su Amazon su suggerimento di uno strano personaggio sedutosi al mio stesso tavolino la scorsa settimana mentre facevo colazione, ma non è in stampa, troppo tempo per poterlo riordinare, così cerco la versione Kindle, ma non esiste, lo cerco su IBS sia cartaceo che elettronico, niente da fare, stessa storia, ripiego sull'usato e lo trovo in una libreria al centro, libreria nella quale giungo tutto sudato a 10 minuti della chiusura lasciando la macchina in un parcheggio a pagamento, soddisfatto pago e col libro sotto l'ascella me ne torno a casa, ne leggo subito un paio di capitoli e forte del suo contenuto lo ripongo nel marasma della mia libreria proprio sott....ma un momento, questo libro ha lo stesso tit......merda.
5€ di parcheggio + 10€ di libro usato per avere una copia dello stesso libro che anzitempo comprai probabilmente nella stessa libreria lasciando la macchina nello stesso parcheggio.
Stamane si presenta nuovamente il tale sedendosi al tavolino accanto al mio. Sorride di gusto e manda giù il suo caffé. "Ha trovato poi il libro che le ho suggerito?"
"Sì l'ho trovato, ma l'avevo già comprato a suo tempo e riposto con cura nella mia libreria."
"Bene."
"Bene?"
"Certo. E' un'ottima lezione questa che ha ricevuto e dovrebbe farne tesoro." Il tipo manda giù l'ultimo sorso di caffé poi si pulisce il palmo e il dorso della mano sulla sua giacchetta nera."
Lo fisso, alquanto basito. "Ho come l'impressione che lei..."
"Che sapessi della copia che ha comprato il 12 Giugno 2013? Oh ma certo, altrimenti non le avrei fatto perdere tempo con tutta questa faccenda."
"Posso sapere chi è lei?"
"Voi vi preoccupate sempre di sapere chi siano gli altri, ma ignorate volutamente di conoscere chi siate voi stessi." Il tizio si alza mettendosi tra me e il sole, lascia 20€ (VENTI) per il suo caffé e sorride guardando lontano. "C'è una pagina nel libro che parla di questo nostro incontro, quando la riconoscerà avrà il suo insegnamento." E indicando i soldi sul tavolino aggiunge. "Prenda pure i soldi che ha speso, ma lasci la mancia al cameriere!"


lunedì 13 giugno 2016

Le ultime frontiere della Reception

"La vedo signor Oliva, la vedo! Adesso le apro il portone di vetro e quando le aprirò il portone lei prosegua dritto verso l'ingresso.... troverà una busta col suo nome, proprio sopra il tavolo di mogano....

bene, la apra." 

Per un attimo credevo d'aver sentito 'bene, la capra', ma vabbé.

Silenzio.




"L'ha aperta? Ottimo, adesso si volti e vada verso gli ascensori."

Di nuovo silenzio. Mi vedo riflesso in uno specchio con il mio cellulare in mano.
Poi un pendolo della hall rintocca la mezzanotte.

"Perché non si volta? Guardi che la vedo...."

Ok mi volto.

"Molto bene, la sua stanza è al secondo piano, se vuole la seguo con le telecamere fino a quando non trova la sua camera..."

"No signora, la ringrazio." Faccio parlando al soffitto "Credo di potercela fare da solo."

domenica 22 maggio 2016

Otto milioni di abitanti

"io sò quasi 50 anni che vivo qua e carcola 'na cosa, ner dopoguera eravamo 800 mila" 
pausa. sguardo fisso su di me. 
"mò a Roma semo 8 mijoni, cioé a'capito? otto! mica sette...."
annuisco in segno di profonda approvazione
"otto-mi-jo-ni... 'ndò li metti otto mijoni?"

già, 'ndo li metti...so proprio tanti

"a fraté..." continua mettendo i soldi della benzina nel portafojo, ehm...volevo dire portafoglio "io ho vissuto vent'anni in Germania e quelli tutta sta frutta a ogni angolo mica c'avevano, e però sò i primi in Europa..."

"certo" faccio io "di frutta ce n'è sempre bisogno per carità, però..."

"a caritaaaaaaà? a carità sta ner Vangelo amico mio, emmò ce tocca votà startri du fiji de na mignotta che se magneranno l'artra metà de Roma rimasta in piedi" nel frattempo arriva una macchina, lui strizza gli occhi sotto al sole e continua "...e poi sai che succede?" stavo per accennare a una banale ipotesi per quella specifica domanda, come fossi un semplice cliente che non ha niente da fare nel weekend, ma per fortuna mi ha interrotto prima "succede che te saluto" con tanto di mano appoggiata a fianco della bocca " 'na dittatura ce vole! e allora vojo vede st'otto mijoni 'ndo vanno..."

torno alla macchina perplesso, non tanto per " l'otto mijoni d'abitanti" ma per i vent'anni passati in Germania, non t'hanno mica fatto bene eh....


domenica 15 maggio 2016

L'intervista

Stazione di Brignole.

Binario 9. Prendo l'ascensore, esco in banchina e osservo un uomo che accompagna lentamente una donna anziana, probabilmente la madre. Osservo meglio e riconosco la nuca, le orecchie, la stanghetta degli occhiali, è lui. 

Un anno fa lo avrei pagato per intervistarlo, avevo pagine di domande nel mio moleskine, ma stasera... stasera eravamo due uomini vecchi e compassati, vittoriosi sì, ma consapevolmente sconfitti. 

Eravamo in pochi al binario, e avevamo entrambi molto tempo prima che il Freccia Bianca arrivasse. Alché lui si gira e mi vede, io gli sorrido come per approvare il suo passato, o forse il mio. E lui ricambia come per approvare il mio futuro, o forse il suo. 

E stasera credo d'aver ottenuto l'intervista che solo un anno fa mi avrebbe reso famoso.




martedì 10 novembre 2015

Mondi paralleli

mi concentrai. aguzzai la vista ed entrai in un mondo parallelo. cominciai a vedere città perfettamente organizzate, vegetazione che cresceva dove nemmeno la nostra civiltà avrebbe mai osato farla crescere, esseri che si muovevano a destra e manca in spazi che a noi sembrerebbero fin troppo angusti, ma che loro sfruttavano con grande sapienza. vidi persino oggetti volanti innalzarsi sino al cielo silenti e strane luci dalle quali sgorgava acqua per tutti.

poi richiusi il Philadelphia e controllai la data di scadenza. 
23 agosto 2012.





giovedì 15 ottobre 2015

Il Ragionier Filini

Prendete il viso di Filini, prendete gli occhiali di Filini, insomma prendete Filini....bene, sotto metteteci un palestrato body builder e condite il tutto con i movimenti di un Troll in un negozio di cristalleria.

Ma non è finita, aggiungete una vocina acuta e un paio di tic nervosi ed avrete il quadro perfetto di chi mi ha servito oggi in banca.


"Che deve fare?"
"Sì buongiorno, la mia carta è scaduta."
"Mi facci vedere." Giuro, come Filippo il giornalista. Alché lui la guarda, poi guarda me in silenzio. Temevo di farlo lavorare, e infatti era lì lì per dirmi "Lei è un pazzo, un facinoroso. Noi queste cose non le facciamo, potrebbe beccarci la finanza. Deve rivolgersi direttamente alla casa madre, dove progettano i microchip di queste carte." Quando invece "..ok vediamo che cosa si può fare, in effetti non so se oggi gli applicativi....forse..." Occhi al soffitto, sembrava andare a memoria, anzi sentivo proprio i neuroni svuotarsi il pappagallo e infilarsi tuta e scarpe da ginnastica per pedalare. "Forse Gesta, se poi entro in NOROS e inserisco i dati dal gestionale...allora..." Ma squilla il telefono. Un amico. O un collega. O un cliente. Difficile stabilirlo. Stava per chiudere quando gli fa: "Ah ma sentimpò...ma che per caso sai come si cambiano queste nuove carte?" Segue battuta volgare sul proprio datore di lavoro e incitamento alla rivoluzione sindacale. Considerate pure che la mia banca, come quasi tutte ormai, non ha più i classici sportelli user friendly alti due metri, ma delle scrivanie sparse qua e là. Questo solo per dire che per tutto il tempo che è stato al telefono, io e altri due clienti ci siamo dovuti sorbire il suo delicato quanto elegante smucinamento di palle. Ma non c'è da stupirsi, è il modo che usa il romano medio per concentrarsi. In senso orario riflette sul da farsi, in senso antiorario avvolge la bobina e dunque cerca di ricordarsi le cose.

"Ho capito, vabbeh, seh, seh....seh, su NOROS, occhei ciao. Allora, mi dii documento e numero di conto. Signori dopo il signore questo sportello chiude."

Troppa fatica per oggi.



domenica 20 settembre 2015

La Conoscenza

Oggi sono stato a una conferenza dell'Oltre, e io che di Oltre me ne intendo, ho potuto osservare con occhio scientifico il comportamento degli astanti....da qui, il ricordo delle semplici parole del potente Zufar, maestro del Khan nonché guardiano dei sette sigilli d'oro:

"un giorno comprenderai che la Conoscenza e l'Essere sono la stessa cosa e che non vi è verità alcuna al di fuori di questi"

e ancora, quand'eravamo in cammino in direzione del Bhutan:

"ciò che sei è ciò che conosci, ciò che conosci non andrà mai oltre ciò che sei, questa è la Conoscenza"


Extremely strong


Mi scrive Oliver, mai sentito in vita mia.
Oggetto della mail 'Unique Opportunity'.

"Hi Alberto, I hope you're well.
I'm currently recruiting for a fantastic job with a leading company in the beautiful city of Berlin. Your profile looks extremely strong for this very good role. They offer car, phone, benefits and a very competitive salary.

Let's talk about it with Skype!

best regards,
Oliver T."


Hi Oliver, how much time. I hope your family is fine and the sun is shining all over the Germany. I've heard this year is going to snow more than past years, specially in the North. They say "Winter is coming". Anyway, I'm currently working in the beatiful city of Rome where the sun is high from March to November. The job is not fantastic, neither the money. But I work for the glory.
So, call me when you can offer some glory more.

all the best
A.Oliva

sabato 19 settembre 2015

Il Circuito Zeta

Mi mancano alcune fatture.
Chiamo il call center.
La voce automatica mi dice che devo digitare il numero utente.
Lo digito e la stessa voce, un pò contrariata, mi risponde a tutta velocità

"Le-ha-digità-no-quà-ò-sé-nò-dù-uhn-nò-cì-ot. ?ema-ero-?-?fermare."

Mi sono fidato, ho premuto lo -ero.

"Le sta per rispondere H72541." Bene, ormai siamo vecchi amici.

"Buongiorno cosa posso fare per lei?"
"Ho bisogno delle prime quattro fatture del 2014 e di quelle del 2013. Dal vostro sito non è possibile scaricarle."
"Certo, posso mandargliele via mail, ma soltanto due, mi dispiace."
"In che senso?"
"Possiamo mandare solamente due mail per cliente."
"Guardi, mi accontento di una mail soltanto. Ci metta dentro le prime quattro fatture del 2014 e quelle del 2013."
"Non posso."
"Perché?"
"Perché possiamo mandare solamente due mail per cliente."
"Con un allegato soltanto?"
"Un cliente, una mail. Una mail, un allegato."

Ero di fronte a qualcosa di patologico. 

"Va bene invii pure le prime due del 2014. Immagino dovrò richiamare per avere le altre, non è vero?"
"E' così signore. Mi dispiace. Attenda un secondo in linea che le invio le mail."
Tre minuti di attesa, per sentirmi poi dire "Ok, inviate. Arrivederci!"

Aggiorno la mia tabella di marcia: H72541 mi ha mandato due mail, mi mancano altre otto fatture, ergo altre quattro chiamate. Dovrò sorbirmi altre quattro volte 'Le-ha-digità-no-quà-ò-sé-nò-dù-uhn-nò-cì-ot. ?ema-ero-?-?fermare' e parlare con altri quattro H72541.

"Le sta per rispondere O77771."
"Buongiorno cosa posso fare per lei?"
"Ho bisogno di due fatture del 2014 e di quelle del 2013. Dal vostro sito non è possibile scaricarle." Ci provo subdolamente.
"Le posso mandare soltanto le prime tre del 2013, mi spiace." Non capendo perché avesse optato per le prime tre del 2013, non ho avuto il coraggio di sondare i motivi del perché fossero tre e non due.
"Va bene, mi mandi pure le prime tre del 2013."
"Non vuole sapere perché?"
"Ho già dato, grazie."
"Ok, attenda un secondo in linea che VADO A INVIARLE le mail."
Mi sono immaginato O77771 che andava di corsa dal dott.Tomas ad attivare il Cicuito Zeta 
e tornando mi avrebbe detto "Email inviate signor Oliva. La sua soddisfazione è il nostro miglior premio!"

Vieni avanti cretino, 1982 - con L.Banfi e A.Tomas


Ma la risposta è stata peggiore.
O77771 alza la cornetta e tutta trafelata mi fa: "Tante care coseee!"

p.s.
che poi di mail me ne ha inviate CINQUE, quattro del 2013 e una del 2014


martedì 15 settembre 2015

Il punto più alto di Roma

Se parliamo di terreno, siamo abituati a conoscerlo come Monte Mario che con i suoi 139 mt dovrebbe essere il punto più alto di tutta Roma.

Ma bisogna considerare quali sono prima i confini della città. Perché in effetti, se prendiamo il Grande Raccordo Anulare come ideale confine di Roma dal resto del mondo beh, il terreno più alto sembrerebbe un altro. E non è tanto facile trovarlo, perché anche usufruendo della mappatura di Google, bisognerebbe vagliare tutto il terreno di Roma al computer e tirare fuori il risultato con un software che sfrutti le API di Google Maps. Ho dato una rapida occhiata e a spanne non mi sembra ci sia una funzione che permetta di passare un'area e ricevere l'altezza massima.

Così, conoscendo Roma e il suo territorio, sono andato a memoria delle zone che mi sembravano le più alte e situate all'interno del Raccordo Anulare. E come vincitore è uscita Via Ascrea con un bel 151 mt s.l.m. praticamente dodici in più di Monte Mario.



Via Ascrea, incrocio con Via Contigliano, 151 mt s.l.m.

Supera quest'altezza l'opera dell'uomo con la cupola di San Pietro che si trova a 28 mt s.l.m. e che raggiunge i 130 mt, ergo 158 mt totali. Tuttavia parliamo della sommità della lanterna e dunque l'abitabilità si troverebbe al di sotto di Via Ascrea. O ancora la Torre Eurosky con i suoi 120 mt e 135 mt di guglia, che trovandosi a 18 mt s.l.m. raggiunge un totale 138 mt di abitabilità e 153 mt di opera. Stessa cosa per la Torre Europarco, che però non ha la guglia. C'è poi il grattacielo dell'ENI che sfiora appena i 104 mt (18 mt s.l.m. + 85.5 mt) e su tutti la Torre Telecom di Tor Pagnotta che posta a circa 42 mt s.l.m. raggiunge i 220 mt d'altezza

Torre Telecom, 178 mt


CLASSIFICA FINALE


i punti più alti di Roma a Set 2015, in grassetto i risultati più interessanti