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lunedì 27 agosto 2018

Una forza sconosciuta



"E come se l'è procurato?"
"Beh ...non lo so. Ahh... ahhhh, non prema così forte per favore!"
"Le fa male anche di lato?"
"Si molto, esattamente dove ha premuto lei."
"Ma non ricorda d'aver battuto, urtato la mano o qualcos'altro?"
"Beh no, altrimenti le avrei menzionato l'episodio."
"Allora scrivo che il paziente, in apparente assenza di traumi..."
"No no che apparente, ha mai visto il film Unbreakable?"
"No, ma mi racconti pure tanto abbiamo soltanto 16 persone in codice giallo."
"Bene, come lei sa l'eterna lotta tra bene e male è mossa da un'ener..."
"Guardi forse non ci siamo capiti, decidiamo noi cosa scrivere sul referto."
"Certo certo, volevo soltanto integrare con delle note."
"Ahhhhhh ma sicuro, e cosa voleva aggiungere?"
"Il paziente, dopo un'epica battaglia contro le forze del male ne è uscito ferito soltanto a un mignolo. Sembra peraltro che vi sia una qualche forza sconosciuta che alberga dentro quest'uomo. La strumentazione in nostro possesso non da segni di vita quando costui è nella stanza. Egli sembra conoscere i segreti più profondi dell'Univ..."
"Ha finito?"
"Ok scriva mano nella portiera, ma con calligrafia leggera per favore."




sabato 25 agosto 2018

Il povero Nilesh




Leggi prima l'antefatto.

So che siete in pensiero per il povero Nilesh, ma sappiate che sta bene e che abbiamo concluso con successo la trattativa su Cecina, presente persino il padre di Nilesh che si è offerto di fare da garante per entrambi. Nilesh tuttavia non ricorda molto di quei momenti, dopo aver battuto la testa contro il bidet (stava lavorando in bagno) si è svegliato al Santa Marta di Rivolta d'Adda in codice rosso. Il suo capo, chiamato d'urgenza, ha detto di non conoscerlo e anche il padre pare fosse dello stesso parere prima di farsi vivo con me.

"Guardate che ho il backup di Cecina!" Ho esordito in sala operatoria fermando la prima tempioctomia al mondo. E così abbiamo soltanto concordato il prezzo per non proferire nulla sulla vicenda. Cecina è ripartita questo pomeriggio grazie a una patch del sottoscritto.

Ovviamente nel codice ho scritto Author: Nilesh



venerdì 24 agosto 2018

Cecina


Ore 01.19

Sono al telefono con un indiano di Bangalore che vive a Mombretto, nel milanese. Stiamo operando a cuore aperto una vecchia baldracca di applicazione che soltanto a nominarla mi sento vecchio anch'io. La chiameremo Cecina. Sono lì che gli spiego cosa fare, cosa scrivere, quali file prendere, dove spostarli, copiarli e cosa rinominare.

Per ultimo gli dico "Very good Nilesh, now let's STOP and  START the entire application and we are done."

Lui un pò titubante. Da 4 anni a questa parte nessuno si era mai azzardato a stoppare Cecina, figuriamoci a farla ripartire.

"Are you sure Alberto?"

"Yeah, let's do it ! We need to apply our changes now! Are you following me?"

 "...yes Alberto ...I'll stop it now."

Nilesh esegue, Cecina si ferma.



"Good Nilesh and now START it again!"

Ma Cecina non si muove.
Forse è stanca, so 4 anni che girava a vuoto.
Cecì 'nfamo scherzi eh...

"Calm Nilesh. It's fine, we'll adjust everything, just follow my instructions."

Nilesh riprova, ma nessun segnale appare a schermo. Soltanto un misero processo forse riconducibile a Cecina.

"Wait Nilesh! I try to log again in the application."

>> Login failed.

Nessun utente WORLDWIDE è più in grado di usare l'applicazione. Sento un tonfo dall'altra parte della cuffia.

"Nilesh?"



venerdì 8 giugno 2018

Claudio e il suo compare

Insomma credo che la settimana si possa concludere con le formidabili gesta linguistiche del signor Claudio e del suo compare.

Tutto ebbe inizio quando venni chiamato a presiedere una riunione in qualità... di traduttore. Eh sì, perché il buon Claudio non voleva parlare inglese e i miei colleghi non capiscono l'italiano. Ma col senno di poi posso certificare con ragionevole certezza, che nemmeno Claudio parlasse italiano.

La provenienza della lingua di Claudio era certamente da circoscrivere tra Barcellona Pozzo di Gotto e Taormina con delle pesanti influenze calabre, probabilmente per lato materno.

Sta di fatto che il collega indiano comprendeva più quando Claudio parlava a gesti che quando Claudio parlava in dialetto. E così io giù a tradurre... prima dal siciliano all'italiano e poi dall'italiano all'inglese imitando di tanto in tanto i gesti di Claudio come un demente. Il collega Kumar annuiva e poi faceva le sue brave domande in inglese, io le traducevo in italiano e poi in siciliano. Il flusso era piuttosto semplice.

Il problema sorgeva quando Kumar chiedeva qualcosa in inglese direttamente a Claudio, alché quest'ultimo dava una gomitata al suo compare/collega e gli chiedeva; "Che dicìu?" ma il suo compare faceva spallucce e guardava me, così io intervenivo e traducevo il tutto in siciliano.

All'ennesima traduzione, dimenticandomi di parlare in siciliano, traduco ahimé in italiano corrente. E Claudio fa al suo compare...

"Che dicìu?"


Claudio ha 36 anni.
Il suo compare anche meno.


lunedì 14 maggio 2018

Un nome terzo

Sono stato appena contattato da Salvini e Di Maio per il ruolo di Presidente del Consiglio.

Mi hanno detto che cercavano un nome terzo e infatti sono il terzo dopo Sapelli e Conte, credo quello della Juve. Dice Di Maio che contano su un nome nuovo, sconosciuto ai più, che sia di Roma ma che non tifi né Lazio né Juve. Poi mi hanno chiesto cosa ne penserei del Grande Fratello e di Bruce Springsteen. Si la domanda me l'ha fatta Di Maio.

"Beh così su due piedi, è difficile darvi una risposta."

Poi mi hanno chiesto cosa ne pensai di Renzi. Eh sì la domanda me l'ha fatta sempre lui. Poi giù con domande su zingari, ruspe, euro, pensioni, migranti, tiramisù, Alitalia, buche, autobus in fiamme, scie chimiche, Anna Magnani, i cinesi, il lago Baikal, Gorbaciev e Nadal. Infine mi hanno chiesto cosa ne pensassi di Grillo. E questa volta la domanda me l'ha fatta chiaramente Salvini.

Vi tengo aggiornati, sono momenti di forte concitazione in casa Oliva.


lunedì 7 maggio 2018

I vostri amici più cari

Attenzione amici, stanno circolando dei virus sotto forma di messaggi dai vostri amici più cari, che sembrano proprio messaggi dai vostri amici più cari, ma in realtà sono virus mascherati da messaggi dei vostri amici più cari. Se li aprite, i vostri amici più cari riceveranno un messaggio dai loro amici più cari, che siete voi, proprio come fosse un messaggio dai loro amici più cari, ma una volta aperto il messaggio, il virus si diffonderà ai loro amici più cari.

Ora, si chiede, qual’è la probabilità condizionata che tra i vostri amici più cari vi sia almeno una persona che abbia voi come amico più caro in funzione del numero di virus che possono infettare potenzialmente il vostro pc?

Lo studente ha a disposizione 90 minuti per risolvere il problema. No calcolatrici.

lunedì 15 gennaio 2018

Hawaaii falso allarme, cosa è successo veramente

Hawaii Gov. David Ige (Reuters)

Sabato sera alle Hawaaii è partito per sbaglio un allarme nucleare. I cittadini hanno ricevuto un SMS che li informava dell'arrivo imminente di alcuni missili. Ora, tralasciando il fatto che fosse fortunatamente un errore e che errori del genere non dovrebbero verificarsi, mi sono immaginato la scena.




Torre di Controllo, avvistamento RADAR

"Capo cosa sono quei tre cosi sullo schermo?"
"Non saprei, dischi volanti?" Risata e gomitata al collega.
"Sembrano dei caccia americani ma vanno troppo veloci per...."
"Aspetta zoomma un poco..."

(ZOOM del collega)

"Sono missili! Mandiamo subito un SMS di allarme atomico a tutto lo stato!"
"E cosa scriviamo nel messaggio?"
"ANDATE A RIFUGIARVI. SIAMO SOTTO ATTACCO. QUESTO NON E' UNO SCHERZO."
"Bene capo, eseguo."
"Ottimo."
"Capo abbiamo un problema."
"Che succede?"
"Non partono i messaggi."
"Non c'è campo?"
"No mi chiede conferma con un CAPTCHA illeggibile."



"Chiamatemi il presidente sulla quattro."

(chiamata alla Casa Bianca)

"Capo, il presidente ha detto di non rompergli i coglioni con queste stronzate."
"Maledizione!"
"Però è possibile richiedere un nuovo CAPTCHA!"
"Bene, fatelo subito."
"Ha funzionato capo, SMS inviati!"
"Ottimo e adesso informiamo pure la stampa."
"Capo mi è appena arrivato un messaggio."
"Ma è quello che abbiamo appena inviato imbecille!"
"No è della stampa, chiede cosa sta succedendo."
"Bene, allora mandiamo un secondo SMS: MISSILE BALISTICO IN ARRIVO. CERCATE RIFUGIO. QUESTO NON E' UNO SCHERZO. E in copia anche la Gran Bretagna!"
"Fatto capo."
"Ohh adesso è arrivato un messaggio a me... ah, è quello che abbiamo appena inviato. Bene."
"Capo abbiamo un problema."
"Che diavolo c'è ancora?"
"Erano davvero tre caccia americani."

"Merda."



mercoledì 10 gennaio 2018

Fuori dall'euro. Anzi no. Boh.




Di Maio cambia idea sulla questione euro. Forse non è poi così male avrà pensato. E un pò lo capisco, anzi me lo sono proprio immaginato mentre stava in treno al telefono con la madre:

"Ué mammà come stai?"
"Bene figlio mio. E tu?"
"Mah insomma, sto ripassando il piano di governo per quando sarò premier e ci sono delle cose che non mi tornano."
"E che cosa non ti torna antoniuccio?"
"Per esempio la questione euro, cioé io so bene che la gente è stufa di pagare le tasse ma non credo sia giusto fare leva sull'euro per prendere voti facili, cioé non c'entra proprio niente mammà!"
"Non ti seguo Antonio... che vuoi dire?"
"Nel senso che sì, le cose costano il doppio, ma è pure vero che uno stipendio da 1.500.000 lire adesso è diventato da 1.500 € !!"
"E dunque?"
"E' il doppio mammà! Sò tre mijoni, come dicono a Roma. E poi c'è la questione della spazzatura qui nella capitale, sta poveraccia come me la deve smaltire la monnezza senza un tritovagliatutto? Tiene na puzza qua che Nuova Delhi è na profumeria a confronto."
"Eh lo so, lo so."
"Poi sta seccatura dei due mandati..."
"Eh."
"...io il premier non lo voglio mica fare una volta sola."
"Bravo figlio mio, bravo."
"Io voglio essere premier più volte."
"E senti ma ce l'hai detto al capo tuo?"
"Sì sì, ma dice che il capo non è lui, è la rete, devo far decidere alla rete."
"E la rete che ha detto?"
"Nulla perché abbiamo il sito bloccato per troppi accessi."
"E' che tutti vogliono fare il mestiere tuo tonino."
"Mamma, qua a palazzo mi trovo davvero bene come devo fare?"
"Come devi fare figlio mio... fatti degli amici intanto! A quello di Firenze l'hai più visto poi? Uscite insieme, sembrava un ragazzetto tanto per bene."
"No meglio di no, che poi mi vuole portare in televisione."
"E al milanese col doppio petto l'hai conosciuto? Ormai sarete amici."
"No quale amici, qua bisogna fare il bastian contrario con tutti altrimenti perdi credibilità. E pure soldi."
"Però?"
"Però alcune idee non sono sbagliate."
"Tipo?"
"Tipo l'euro."
"Ma scusa, a santo Stefano ne hai dette di tutti i colori su Prodi e adesso dici che ti piace?"
"E' che ho letto una rivista di economia in treno mammà, e mi sto convincendo del contrario."
"E cosa dirai ai tuoi elettori?"
"Qualcosa alla Winston Churchill credo."
"Bravo figlio mio, bravo."


martedì 9 gennaio 2018

Il quadro politico della Natività

Natività, di anonimo - maglioni su pixel, 2018 - 120cm x 120cm (collezione privata)


Le intese sono così larghe che abbiamo già il primo ménage a trois politico. Roba fresca, roba di ampio respiro. L'anonimo in questo caso ha voluto rappresentare proprio il nuovo che avanza attraverso un gioco di barba e capelli mai visto finora; barba simil capello a sinistra e capello simil barba sempre a sinistra. Perossido di idrogeno al centro (forse l'anonimo ha esagerato con le tempere) e sulla destra, ad equilibrare il tutto, il capello virtuale, che molti della scuola di barba e capello riprenderanno poi nei loro lavori col famoso metodo detto "del tricologo".

Ma veniamo allo sfondo: un groviglio di cavi, di palle e di cotone ammanta di serenità il quadro donando prospettiva e luce all'insieme. La luce peraltro sembra provenire da tutti i lati, ma in realtà viene solo da destra. Il numero di palle rosse è tre, proprio come il numero dei Re Magi, questa volta assenti o forse, vogliamo credere, in perenne ritardo. E ancora, il rossetto di lei, è rosso coalizione, allegoria del bambinello appena nato nonché del Santo Natale.

I tre indossano nell'ordine, un maglione a collo alto color pavone muffito con pancetta natalizia incorporata, simbolo dell'abbondanza. A seguire, un maglioncino a collo basso color scheda bianca, simbolo del menefreghismo e una giacca da marinaio color pece molto di moda all'epoca dell'anonimo nonché simbolo del falso magro.

Il quadro venne commissionato ad Arcore, venduto a Ponte di Legno ed oggi esposto, in via del tutto eccezionale, a Roma.



giovedì 4 gennaio 2018

Sacchetti della frutta a pagamento, una storia semiseria



Non stavo più nella pelle e così oggi sono entrato in un supermercato vero per toccare con mano quello di cui tutti parlano: il SACCHETTO BIODEGRADABILE a pagamento.

Di solito nei supermercati più raffinati si trovano due tipologie di sacchetti, il sacchetto tosto e resistente e quello fino che c'impieghi un minuto soltanto a separare i lembi. Ecco, io scelgo sempre quello tosto, mi auto-suggestiono per far sudare la mano e con un colpo secco lo estraggo dal mazzo a mò di ventosa.

Insomma, arrivo subito nella zona sacchetti che c'era un gran fermento e mi ritrovo diversi pensionati di ritorno da un cantiere edile che fanno capannello attorno a un cartello fresco di stampa, tanto che questo pareva l'ultimo spaccio di notizie dal fronte: "Ieri abbiamo perso 4 carote e 2 melanzane - sembrava dire - ma confidiamo nei carciofi di Ladispoli. Passo."

In realtà sento le parole "scandalo", "pensione" e "Non mi avranno mai".
Anzi, "Non mi avranno mai quei bastardi." ad essere precisi.

Allora chiedo a uno di loro cosa stesse succedendo e se fosse il caso di non prenderla per oggi la frutta. 

"Figliolo, senti a me lascia stare, passa avanti."

"Sì !" Ha aggiunto un compagno del fronte di liberazione della frutta dai sacchetti. "Sei ancora giovane, non farti abbindolare da queste cose, hai tutta la vita davanti."

"Io votavo per loro, ma dopo questo...."

"Ora sono i sacchetti della frutta. Domani sarà la carta del prosciutto (sospiro e scuotimento rassegnato del capo) "

"Ci faranno pagare anche l'aria di questo passo."



E insomma, mi hanno convinto.


lunedì 1 gennaio 2018

Il Fallo Quotidiano

Forse oggi nella redazione del Fatto Quotidiano non c'era molto da scrivere e così il primo giorno dell'anno la pagina facebook del giornale pubblica un pezzo della scorsa estate per tenere alta l'attenzione, o forse qualche altra cosa....



E il post ottiene il pieno di commenti, di ottima satira:

"Secondo me il Fatto ogni tanto viene hackerato ... Non c'è altra spiegazione" Annalisa F.

"Quando è il primo gennaio e durante la riunione di redazione nessuno ha idee mirabolanti per un articolo e poi arriva la collega che urla: stanotte, stanotte ho visto e provato l'articolo della giornata, vi racconterò tutto!!" Dario G.

"Ma in questi giorni di vacanza per caso avete lasciato la direzione del giornale online a Rocco Siffredi ??" Walter G.

"Il Fatto Quotidiano si è tramutato ne Il Fallo Quotidiano?" Orlando D.

"Ci sono riferimenti metaforici agli aumenti di luce e gas vero? Allora si." Erika B.

"Renzi? - Nooo dai oggi no.
Boschi? - Ancora?
Berlusconi Salvini e co? - Troppo mainstream.
Grillo? - Già fatta
Di che parliamo?
Europa?
Immigrazione?
....ideona! Doppia penetrazione!
Tanto i nostri lettori prima si abituano e meglio è!" Carmelo S.

"PD penetrazione doppia" Giorgio G.

"Ripigliarsi dalla seratona prima di rimettersi a scrivere?" Sara P.

"Ma dopo le 22 è l'aiutante della guardia giurata che prende in mano i post da pubblicare ?" Edo P.



P.S.
Il post originalehttps://goo.gl/Xx7eJo

Ovvietà



Ricordo come fossi oggi, quella volta in cui assunsi la prima donna delle pulizie.
Non riuscivo più a stare dietro alle cose di casa o meglio, non riuscivo ancora a stare dietro alle cose di casa. Di solito facevo prendere aria alle stanze (facile), buttavo la spazzatura (facile, se lo facevo entro la prima settimana) e facevo la spesa (concettualmente difficile, ma fisicamente sopportabile).

Insomma dovevo assumere una donna delle pulizie.
E la trovai.

Si chiamava Assunta.
E dopo un solo giorno di prova le dissi: "Benissimo, lei è.... ah ma questo già lo sa."


giovedì 28 dicembre 2017

Buon 2018 Facebook


Caro Facebook, era tanto che aspettavo un tuo feedback su questo 2017 giunto ormai al rush finale. Certo, non sono uno che disdegna le critiche anzi, ne faccio tesoro. E non sono nemmeno uno che ci tiene particolarmente alle ricorrenze, perché forse preferisco le novità. E tra le novità mi spiace, ma non ti posso proprio annoverare. Tu e i tuoi fottuti reminder, i tuoi 'accadde anni fa', hai fatto del tempo la tua unità di misura e dei like la tua moneta.

Pertanto, caro Facebook, spero tu abbia contato anche gli improperi che hai ricevuto da me nel medesimo anno, perché qui non c'è affatto bisogno di mettere nel codice la condizione

IF X = ZERO
then
DO NOT SHOW


sabato 23 dicembre 2017

La mission di Kim



Mi scrive Kim.
E già qua, avrei dovuto chiudere la mail...

Esordisce con un "Dear Alewsrberto"

Bene, decido di chiudere la mail.
Ma poi penso che può capitare a tutti di starnutire mentre si scrive una mail di lavoro, così vado avanti nella lettura.


"I am contacting you for a contract mission from 15 to 20 January 2018 in Kuala Lumpur."



Chiudo la mail.
Spengo il pc.
Lo porto nel parco sotto casa mia.
Prendo l'accendino.

Ma mi fumo soltanto una sigaretta.
E io non fumo.
A parte le mie ottime sigarette invisibili.







sabato 9 dicembre 2017

Freddo popolare in arrivo, meteorologo balbuziente mette tutti d'accordo



Un meteorologo con alcuni problemi di dizione pare sia riuscito nell'ardua prova di dare previsioni meteo che piacciano a tutti. L'AMICA (Associazione Meteoropatici Italiani Con Ansia) ha lodato il suo tentativo insignendolo del premio Meteorologo dell'anno 2017

"Ma io non ho fa-fatto proprio ni-niente." Avrebbe detto all'Amica.

Sta di fatto che una nuova perturbazione è in arrivo nei prossimi giorni portando neve sui mercatini di Natale, pioggia nelle zone più aride della penisola e vento nelle città più inquinate come Roma e Milano. Non mancheranno sole, grandine e scirocco.




(racconto di fantasia liberamente tratto da fatti di cronaca)

Non si tratta solo di 365 giorni

Caro Facebook con queste scemenze sei diventato più falso di un Renzi eletto dal popolo, ma soprattutto (virgola) perché nel breve ricordo del mio 2017, tra tutte le bellissime foto che ti ho propinato, tu mi hai scelto proprio queste?






..secondo me hai qualche algoritmo fuori posto!




sabato 2 dicembre 2017

L'ombrello quantico



Porto l'ombrello e non piove. Lascio l'ombrello e piove, allora porto l'ombrello, ma non piove anzi, esce il sole. Dunque lascio l'ombrello, ma prima grandina e poi piove. Mi scrivono quelli di The Weather Channel e Weather Underground chiedendomi di collaborare con loro. "We are analyzing petabyte of big data but it seems that your umbrella is the only significant variable in the European atmosphere." Non solo, gli ho risposto, ma quando lo apro tira vento e non piove, se lo chiudo ci sono fulmini, ma solo se lo allaccio. Se lo chiudo e non lo allaccio di solito nevica. Ma se provo a misurarne orientamento e posizione nello spazio i dati sballano e con essi le previsioni meteo. L'ho anche avvolto in della carta stagnola e bombardato di neutrini prima di uscire di casa, ma l'equazione non cambia. Porto l'ombrello e non piove.

Per maggiori informazioni: www.lombrellodialberto.it


lunedì 16 ottobre 2017

Il Lunedì

Le giornate di merda si suddividono in due categorie, le giornate di merda che cadono nei giorni dispari e quelle che cadono nei giorni pari. Nei giorni dispari regna sovrano il Lunedì con un'incidenza del 97.2% e sempre fedele alla sua natura, il primo giorno della settimana vi renderà partecipi di tante tante cose, tutte inutili. Nei giorni pari invece la fa da padrone il Lunedì, non pago di essere una giornata di merda dispari, egli cerca con ardore di eccellere anche nella categoria dei pari.

Peraltro sapete bene che il Lunedì non comincia il Lunedì, ma comincia la Domenica sera, quando più nessuno proferisce parola, quando l'aria diventa pesante e quando oscuri presagi ammantano la mente dello schiavo. Anzi, se ci fate attenzione, poggiando un orecchio sulle pareti di casa riuscirete persino a sentire le seguenti parole - al lavorooooo - al lavoroooooooooo!!


E persino la Bibbia ne parla, in Esodo 31,12-17

Il Senior Manager disse a Mosè: "Quanto a te, parla ai tuoi colleghi e riferisci loro: dovrete osservare il Lunedì, perché il Lunedì è un giorno tra me e voi, per i vostri straordinari. E che si sappia che sono io il Senior Manager e che sono io che vi pago. Osserverete dunque il Lunedì, perché dovete lavorare. Chi non lavorerà sarà licenziato; e chiunque in quel giorno non farà un qualche lavoro, sarà eliminato dal progetto. E per sei giorni si lavori, purché il settimo giorno si lavori da casa."

domenica 15 ottobre 2017

La mia prima riunione condominiale

Di quella riunione ho pochi ricordi. Uno soltanto si staglia vivido nella mia mente come fosse ieri. Olga, 93 anni. Single.

Io e Olga eravamo seduti vicini, lei alla mia destra, io alla sua sinistra. Lo Champagne ce l'avrebbero portato dopo. Lei portava un baschetto come quello di Luca Sardella di Linea Verde e invece della convocazione aveva in mano il mazzo di chiavi di casa, a mò di minaccia se la riunione fosse andata troppo per le lunghe.
Olga mi ha fissato per quasi tutto il tempo che siamo stati seduti uno accanto all'altro. Mi ha passato l'acqua circa tredici volte e quando mi giravo verso di lei ne approfittava per chiedermi "Ma lei è nuovo?" e come un pirla le rispondevo sempre "Sì sono nuovo" e la storia continuava sempre uguale "E dove abita?" "E come si chiama?" per finire poi sul "Io me ne vado a letto, sono stanca, parlano troppo e non c'è musica." e dopo cinque minuti l'interrogatorio ricominciava "Ma lei è nuovo?"

La Torre di Babele

Questo siparietto si sarà ripetuto sei o sette volte quella sera. Mentre gli altri condomini discutevano del cambio amministratore e sentivano le ragioni di quello vecchio, io ero impegnato a rispondere al terzo grado di Olga. Mi disse più volte che Dio aveva creato un solo linguaggio e che questo linguaggio era la musica. Poi mi parlò dei suoi cani e della Torre di Babele, ma il nesso mi è sempre sfuggito. Feci anche una gaffe, dandole un valido motivo per tornarsene finalmente a casa.
"E sa bel giovine, io ho anche una macchina!"
Alché il mio timore era che fosse decappottabile e che mi volesse portare al Drive In. "Ah ma non mi dica, non sapevo...!! E la guida pure?" E niente, qui si offese proprio.
"Come sarebbe a dire se la guido? Certo che la guido!! Ma che domande!"
Cercai disperatamente di riallacciarmi all'ordine del giorno, di fare un qualche intervento che mi togliesse da quell'impasse, anche perché il nuovo amministratore l'avevo portato io e per quel che ne sapevo avrebbe potuto dire a tutti. "Oliva mi ha promesso che pagherà lui tutto il mio stipendio mentre voi mi dovete solo le spese di cancelleria. Accettate?"

A quel punto Olga si congedò e la proprietaria di casa l'accompagnò alla porta.
E proprio in quel frangente l'ho sentita chiedere alla padrona di casa chi fossi.




mercoledì 11 ottobre 2017

Come osservare la Stazione Spaziale Internazionale ad occhio nudo



Signore e signori, oggi 11 Ottobre 2017 alle ore 20.19 Berlin Time, discutendo di infiltrazioni condominiali nel cortile del vicino, ho visto la Stazione Spaziale Internazionale ad OCCHIO NUDO !

"Miro guarda, questa mia nuova applicazione, puoi vedere il cielo stellato in augmented reality"
"Allora ti dicevo, se l'amministratore...."
"No Miro, ne parliamo dopo, mi è appena arrivata la notifica che sta per passare la Stazione Internazionale, cerchiamola!"
"Ma nun dovevamo cercà l'acqua?"
"Ma mica siamo rabdomanti."
"E all'amministratore che je dico?"
"Che prima cerchiamo la stazione"
"Ma c'avevo pure i gessetti per fare i segni a terra..."
"Dopo ci pensiamo, guarda Miro è proprio lì!"
"Ah" (perplessità guardando i gessetti)
"Miro ma dove guardi? Da questa parte!"
E Miro ancora più perplesso mi guarda e mi fa. "Ma stai a guardà er palazzo."
"No Miro è l'Augmented Reality, guarda il mio cellulare!"
"Ma scusa, stavi a guardà a stazione, poi er palazzo e mò er cellulare? Così so boni tutti."
"Eh si, riesco a seguire la stazione da dietro agli oggetti, tramite il cellulare. Tra cinque secondi apparirà!"
Cinque lunghi secondi dopo "Eccola!" E gliela indico.
"Non la vedo"

Daicazzooooooooooooooooooo!

Cinque lunghi minuti di silenzio dopo...
"Adesso posso usare i gessetti?"

 

p.s.
per chi volesse approfondire:
http://divulgazione.uai.it/index.php/Come_osservare_la_Stazione_Spaziale_Internazionale