un pò serio, un pò faceto

L'uscita infelice di Gene Gnocchi e chi lo difende spiegando pure la battuta

Claretta Petacci

Gene Gnocchi nella copertina della trasmissione Di Martedì di Giovanni Floris fa una battuta infelice sulla Petacci mentre raccontava le vicende del maiale romano fotografato dalla Meloni che libero, e vogliamo credere anche felice, ruminava nella spazzatura della capitale. Ecco, forse sarebbe stato meglio dare al maiale un nomignolo diverso piuttosto che scegliere di anagrafarlo col nome e cognome di quella povera donna. E la battuta, se proprio vogliamo chiamarla tale, avrebbe accontentato un pò tutti; nessuno si sarebbe offeso, nessuno avrebbe dovuto arringare al posto del comico la sua difesa e Floris avrebbe potuto ridere senza colpe.

Clara Petacci e Benito Mussolini


MATTIA FELTRI (da Il Buongiorno, La Stampa)
[...] "Tale non è più la vergogna che l’altra sera, facendo umorismo sul maiale fotografato a Roma da Giorgia Meloni, Gene Gnocchi ha detto che quel maiale è femmina, «si chiama Claretta Petacci». In studio tutti a ridere. E stavolta neanche una spilla."

SELVAGGIA LUCARELLI (direttrice Rolling Stone)
"Gene Gnocchi è un intellettuale."

"Vederlo trattato come un cretino, in questi giorni, per via della battuta su Claretta Petacci e il finto maiale della Meloni, mi fa incazzare come poche cose al mondo."

"Assistere al linciaggio selvaggio da parte di un’orda di barbari che non conosce, non ha letto, non pratica la satira e pretende di dare lezioni a uno che ha fatto cose meravigliose per decenni, riuscendo sempre a percorrere sentieri poco battuti, a inventare, creare, divertire, stupire, stravolgere con originalità e cultura, è una di quelle faccende per cui mi prende il male di vivere."

MAURIZIO BATTISTA (da Facebook)
"Gene Gnocchi non è sta cima de comico, non è che lo devo decide io, se vede palesemente."

"Si credono tutti sti grandi artisti, dovrebbero ringraziare di stare là dove sono."
"Un comico che arriva a tanto significa che sta alla frutta."
"Prima di dire le cose pensaci, sei pure una persona istruita..."
"Anche se non ti conosco ti consiglio di chiedere scusa"

"Gene Gnocchi, hai fallito. E non è la prima volta."

NICOLA PORRO (giornalista, dal suo blog)
"Questi deficienti del pubblico ridono. Sono disgustosi."
"E nel frattempo la Boldrini zitta. La Bonino zitta. Le femministe sono zitte."

"Gene Gnocchi è un mio maestro."

"Quando ho letto della battuta sulla Petacci confesso di aver provato disagio. Come scrive oggi Mattia Feltri sulla Stampa, almeno i morti bisogna lasciarli stare. In teoria. Perché io le battute sui morti stronzi le faccio eccome."

"Un comico non dovrebbe mai spiegare le battute. E Gene non l’ha fatto. Allora la spiego io."

...e se è vero come dice Luca, che un comico non dovrebbe mai spiegare le battute, è anche vero che se la maggior parte delle persone non l'ha capita, un motivo ci dovrà pure essere.


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Berlusconi is back: Renzi mi ha deluso, M5S è una setta

Berlusconi a Matrix, Canale 5 (Mediaset)




Sembra un dejavu, magari cambia il nome della trasmissione o del conduttore, ma giacca e cravatta sono sempre le stesse, programma politico compreso. Siamo in piena campagna elettorale, e il tempo stringe. Come sempre vincerà chi la sparerà più grossa che già si contano i feriti. C'ha provato anche il neo partito Liberi e Uguali con la storia delle tasse universitarie e forse è bastata soltanto quell'uscita a  decretarne la fine solenne con la diminuzione di almeno tre punti percentuali. Roba che nemmeno Di Pietro avrebbe mai osato tanto.

Ma qui siamo di fronte a un professionista, un uomo che ha recitato questa parte migliaia di volte e che ormai la saprebbe fare ad occhi chiusi. Comincia la puntata di Matrix con il Cavaliere a ruota libera; c'è la fase introduttiva, dove tratteggia il quadro della (drammatica) situazione in cui si trova l'Italia, poi c'è la soluzione, cioé lui, o Forza Italia che è uguale, e l'intermezzo con la solita barzelletta per proseguire poi con le tante esperienze di governo e lavoro passate. Gran finale con la sequela di numeri senza sbagliarne neanche uno e per chiudere poi con quello che dovrebbe essere il colpo di scena: l'Albero della Libertà.

Berlusconi presenta l'Albero della Libertà

   
Il Cavaliere contro i 5 Stelle

Insomma un Cavaliere in grande forma, che di fronte alla questione del Movimento 5 Stelle come primo partito risponde che certo, gli italiani sono stufi di questa sinistra che il malcontento finisce per forza nelle mani di Grillo, ma l'87% dei loro parlamentari non ha fatto la dichiarazione dei redditi e questo vuol dire che non hanno mai lavorato in vita loro. Anzi, il Movimento 5 Stelle è diventato come una grande agenzia di collocamento.

E poi ancora, il Movimento 5 Stelle è una setta governata da un comico, il cui candidato premier cambia facilmente idea sia sui vaccini che sull'alleanze, prima dicono che non si alleano con nessuno, poi decidono che sì forse potrebbero pensarci sopra.

"Se vince il Movimento 5 Stelle crolla l'Italia."

"Il Movimento 5 Stelle vuole introdurre la tassa sulla prima casa (che io ho tolto) nonché la tassa sul patrimonio col 45% a carico degli eredi, come in Francia, dove però sono andati a farsi la casa sul Mar Nero invece che in Costa Azzurra per non essere soggetti alle tasse francesi."

E di nuovo "Il Movimento 5 Stelle promette distruzione e rovina."

Il Programma del Cavaliere

E' un Berlusconi che vuole imporre il vincolo di mandato per impedire i voltagabbana durante la legislatura, che vuole mandare via gli immigrati clandestini e tutti i falsi richiedenti asilo, ma non spiega come. Il primo punto del suo programma è la rivoluzione del sistema fiscale con l'introduzione della tanto anelata FLAT TAX e l'esenzione d'imposta fino a 12 mila euro di reddito.

"Questo programma, mi consenta, è una manovra da 100 miliardi € "

E ancora, l'introduzione di una iper semplificata dichiarazione dei redditi (praticamente una pagina), abolizione dell'IMU agricola, elezione diretta del presidente della Repubblica e siccome non è bastato il carabiniere di quartiere, adesso sarà previsto anche il poliziotto di quartiere, e tanti.

"Aumenteremo in grande numero i poliziotti in ogni quartiere."

"Introdurremo il diritto delle donne a essere madri e lavoratrici."

Abolizione del JOBS ACT 

E a questo punto il programma, sia di Porro che di Berlusconi, giunge alla questione Renzi quando il conduttore gli fa: "Senta, visto che tanto non ci ascolta nessuno, adesso ce lo può dire, lei a Renzi ci ha creduto?" E Berlusconi "Io a Renzi ho creduto e avevo riposto in lui le speranze come credo tutti gli italiani, ma mi sono dovuto ricredere col passare del tempo ed è una cosa che mi dispiace molto."

"Sa che Renzi ha scritto che Berlusconi non è un pericolo per la democrazia italiana, Berlusconi è invece un pericolo per l'economia italiana?"

"A certe stupidaggini non vale nemmeno la pena rispondere." (applausi in studio)




Ultimo punto del programma: la giustizia, uniformando i tempi dei processi a quelli europei, introducendo l'istituto della cauzione come negli Stati Uniti e sancendo l'innocenza di un cittadino se giudicato innocente in I e II grado.

E la sintesi del Cavaliere: "Noi abbiamo fatto 43 riforme senza mai mettere le mani in tasca agli italiani."



  
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Hawaaii falso allarme, cosa è successo veramente

Hawaii Gov. David Ige (Reuters)

Sabato sera alle Hawaaii è partito per sbaglio un allarme nucleare. I cittadini hanno ricevuto un SMS che li informava dell'arrivo imminente di alcuni missili. Ora, tralasciando il fatto che fosse fortunatamente un errore e che errori del genere non dovrebbero verificarsi, mi sono immaginato la scena.




Torre di Controllo, avvistamento RADAR

"Capo cosa sono quei tre cosi sullo schermo?"
"Non saprei, dischi volanti?" Risata e gomitata al collega.
"Sembrano dei caccia americani ma vanno troppo veloci per...."
"Aspetta zoomma un poco..."

(ZOOM del collega)

"Sono missili! Mandiamo subito un SMS di allarme atomico a tutto lo stato!"
"E cosa scriviamo nel messaggio?"
"ANDATE A RIFUGIARVI. SIAMO SOTTO ATTACCO. QUESTO NON E' UNO SCHERZO."
"Bene capo, eseguo."
"Ottimo."
"Capo abbiamo un problema."
"Che succede?"
"Non partono i messaggi."
"Non c'è campo?"
"No mi chiede conferma con un CAPTCHA illeggibile."



"Chiamatemi il presidente sulla quattro."

(chiamata alla Casa Bianca)

"Capo, il presidente ha detto di non rompergli i coglioni con queste stronzate."
"Maledizione!"
"Però è possibile richiedere un nuovo CAPTCHA!"
"Bene, fatelo subito."
"Ha funzionato capo, SMS inviati!"
"Ottimo e adesso informiamo pure la stampa."
"Capo mi è appena arrivato un messaggio."
"Ma è quello che abbiamo appena inviato imbecille!"
"No è della stampa, chiede cosa sta succedendo."
"Bene, allora mandiamo un secondo SMS: MISSILE BALISTICO IN ARRIVO. CERCATE RIFUGIO. QUESTO NON E' UNO SCHERZO. E in copia anche la Gran Bretagna!"
"Fatto capo."
"Ohh adesso è arrivato un messaggio a me... ah, è quello che abbiamo appena inviato. Bene."
"Capo abbiamo un problema."
"Che diavolo c'è ancora?"
"Erano davvero tre caccia americani."

"Merda."



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The Italian Post



Oggi nasce il Magazine, una raccolta degli ultimi articoli più interessanti della settimana.

Il primo numero di The Italian Post è scaricabile qua


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Perché abolire 400 leggi è demagogico e populista



Di Maio lancia il sito: www.leggidaabolire.it 

e invita i cittadini a contribuire con la proposta di abolizione di 400 leggi già nei primi giorni di governo.

"La nostra campagna di ascolto ha come obiettivo quello di individuare un elenco di norme da abolire perché inutili, dannose e/o scritte male."

dal sito leggidaabolire.it




Perciò da un lato abbiamo un candidato premier che si rivolge ai cittadini chiedendo loro quali siano le 400 leggi che non piacciono e che sarebbero da abolire. Dall'altro abbiamo il cittadino, che comincia a chiedersi dove siano queste leggi e perché in fondo non abolirle tutte. Se parcheggiamo in seconda fila per esempio, infrangiamo una legge? E pagare le tasse è una legge? E se sì, quante tasse dovremmo invece pagare?

Ora, fermo restando che il sito è innanzitutto fuori dal controllo istituzionale perché di fatto bisogna essere al governo per istituire, che garanzie di leadership può dare un candidato premier che ha bisogno di chiedere al cittadino quali siano le leggi che non vanno bene? Che ciascuno faccia il proprio mestiere, chi deve legiferare legiferi e chi deve votare votiferi direbbe Totò. Ma che non si cominci a fare il mestiere degli altri, perché altrimenti verrà a mancare in primis la competenza e la professionalità.

Più corretto sarebbe stato invece informare gli elettori della volontà di istituire nei primi giorni di governo una raccolta dati ad opera di una società vincitrice di bando e selezionata da un ente terzo e super partes. Individuata la società (o la RTI) si sarebbe proceduto poi alla raccolta delle proposte in forma anonima da parte dei cittadini.

Ma l'anonimità non c'è anzi, si chiede nome, cognome e associazione (che associazione? quella sportiva? quella condominiale?). E qual'è il senso della tracciabilità se non quello di voler abolire la legge che abbia ottenuto più voti distinti?

dal sito leggidaabolire.it


Dobbiamo allora pensare che non assisteremo ad alcuna analisi e a nessuna pertinenza circa la proposta di abolizione della tal legge da parte della rispettabilissima casalinga di Molfetta. Perché se Molfetta ha un nome ed un cognome allora la legge avrà perso la sua legittimità.

E allora la proposta, che vogliamo credere sia nata con i migliori intenti, rischia di diventare populista e demagogica, ovvero destrutturata nell'organizzazione e ricca di promesse che non verranno mantenute (pensiamo ad esempio al dibattito Renzi-Di Maio o alla volontà di uscire dall'euro).


Con buona pace della democrazia diretta.

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Fuori dall'euro. Anzi no. Boh.




Di Maio cambia idea sulla questione euro. Forse non è poi così male avrà pensato. E un pò lo capisco, anzi me lo sono proprio immaginato mentre stava in treno al telefono con la madre:

"Ué mammà come stai?"
"Bene figlio mio. E tu?"
"Mah insomma, sto ripassando il piano di governo per quando sarò premier e ci sono delle cose che non mi tornano."
"E che cosa non ti torna antoniuccio?"
"Per esempio la questione euro, cioé io so bene che la gente è stufa di pagare le tasse ma non credo sia giusto fare leva sull'euro per prendere voti facili, cioé non c'entra proprio niente mammà!"
"Non ti seguo Antonio... che vuoi dire?"
"Nel senso che sì, le cose costano il doppio, ma è pure vero che uno stipendio da 1.500.000 lire adesso è diventato da 1.500 € !!"
"E dunque?"
"E' il doppio mammà! Sò tre mijoni, come dicono a Roma. E poi c'è la questione della spazzatura qui nella capitale, sta poveraccia come me la deve smaltire la monnezza senza un tritovagliatutto? Tiene na puzza qua che Nuova Delhi è na profumeria a confronto."
"Eh lo so, lo so."
"Poi sta seccatura dei due mandati..."
"Eh."
"...io il premier non lo voglio mica fare una volta sola."
"Bravo figlio mio, bravo."
"Io voglio essere premier più volte."
"E senti ma ce l'hai detto al capo tuo?"
"Sì sì, ma dice che il capo non è lui, è la rete, devo far decidere alla rete."
"E la rete che ha detto?"
"Nulla perché abbiamo il sito bloccato per troppi accessi."
"E' che tutti vogliono fare il mestiere tuo tonino."
"Mamma, qua a palazzo mi trovo davvero bene come devo fare?"
"Come devi fare figlio mio... fatti degli amici intanto! A quello di Firenze l'hai più visto poi? Uscite insieme, sembrava un ragazzetto tanto per bene."
"No meglio di no, che poi mi vuole portare in televisione."
"E al milanese col doppio petto l'hai conosciuto? Ormai sarete amici."
"No quale amici, qua bisogna fare il bastian contrario con tutti altrimenti perdi credibilità. E pure soldi."
"Però?"
"Però alcune idee non sono sbagliate."
"Tipo?"
"Tipo l'euro."
"Ma scusa, a santo Stefano ne hai dette di tutti i colori su Prodi e adesso dici che ti piace?"
"E' che ho letto una rivista di economia in treno mammà, e mi sto convincendo del contrario."
"E cosa dirai ai tuoi elettori?"
"Qualcosa alla Winston Churchill credo."
"Bravo figlio mio, bravo."


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Il quadro politico della Natività

Natività, di anonimo - maglioni su pixel, 2018 - 120cm x 120cm (collezione privata)


Le intese sono così larghe che abbiamo già il primo ménage a trois politico. Roba fresca, roba di ampio respiro. L'anonimo in questo caso ha voluto rappresentare proprio il nuovo che avanza attraverso un gioco di barba e capelli mai visto finora; barba simil capello a sinistra e capello simil barba sempre a sinistra. Perossido di idrogeno al centro (forse l'anonimo ha esagerato con le tempere) e sulla destra, ad equilibrare il tutto, il capello virtuale, che molti della scuola di barba e capello riprenderanno poi nei loro lavori col famoso metodo detto "del tricologo".

Ma veniamo allo sfondo: un groviglio di cavi, di palle e di cotone ammanta di serenità il quadro donando prospettiva e luce all'insieme. La luce peraltro sembra provenire da tutti i lati, ma in realtà viene solo da destra. Il numero di palle rosse è tre, proprio come il numero dei Re Magi, questa volta assenti o forse, vogliamo credere, in perenne ritardo. E ancora, il rossetto di lei, è rosso coalizione, allegoria del bambinello appena nato nonché del Santo Natale.

I tre indossano nell'ordine, un maglione a collo alto color pavone muffito con pancetta natalizia incorporata, simbolo dell'abbondanza. A seguire, un maglioncino a collo basso color scheda bianca, simbolo del menefreghismo e una giacca da marinaio color pece molto di moda all'epoca dell'anonimo nonché simbolo del falso magro.

Il quadro venne commissionato ad Arcore, venduto a Ponte di Legno ed oggi esposto, in via del tutto eccezionale, a Roma.



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Tutti vogliono fare fuori il Tycoon, ma lui è sempre là. Ecco perché




E' un pò come quando togli il giocattolo a un bambino perché deve andare a dormire. Ma nel caso di Trump nessuno lo fa per il suo bene, ma per un fantomatico "bene del mondo". Lui può anche andare a farsi fottere.

Primo motivo: la legittimità

E qui sorge il primo problema; non era l'America il posto più democratico del mondo? E non è stato Trump a vincere le ultime elezioni? Considerando che le sue condizioni mentali sono le stesse della campagna elettorale (non abbiamo certificati medici che dicano il contrario), deleggittimarlo significherebbe deleggittimare gli stessi americani e i valori che la loro bandiera rappresenta.

Trump è lo stesso di sempre, solo con molta più importanza di prima e lui questo lo sa bene:

"Ho vinto! Sono il vincitore, io non sono il perdente!" Diceva come un mantra dopo la vittoria.
Potrò essere l'uomo più famoso del mondo!"

Pertanto, spodestare il Trump attuale col 25mo emendamento è un discorso che non potrà mai funzionare fin quando parliamo di essere contro il protocollo di Kyoto, di voler estendere il muro di confine col Messico o minacciare di chiudere Internet in determinati paesi del globo. Nemmeno le sue esternazioni su Hillary, Obama o sul giornalista disabile del NYT sono riuscite a renderlo mentalmente incapace di fare il Presidente. Anzi, Trump potrà continuare a spararla sempre più grossa con tanto di indignazioni corali da parte dell'opinione pubblica, al massimo imparerà a non fare TRE volte di fila la stessa figuraccia.


Secondo motivo: il tradimento

Tutti parlano male di Trump, lo abbiamo imparato in questi mesi. E chi ne parla peggio sono proprio le persone a lui più vicine, soprattutto gli amici (qui la mia recensione sul noiosissimo Fire and Fury). E cosa c'è di peggio che essere tradito da un amico? Ergo, Trump diventa un martire.

E' un pò come il nostro Fantozzi: siamo tutti megadirettori galattici quando lo critichiamo o colleghi pronti a tradirlo di fronte al superiore bene del mondo, ma essendoci un pò di Fantozzi in tutti noi, vederlo fare il megadirettore galattico degli Stati Uniti non ci da poi così tanto fastidio.



Terzo motivo: il self made man

E non parlo certamente dell'impero ereditato dal padre, ma dell'uomo meno politico d'america che è riuscito a diventare Presidente degli Stati Uniti. Questo è il vero ossimoro di Trump, il suo successo maggiore, perché gli americani ne hanno avuto abbastanza delle solite facce della famiglia Clinton e Bush e relativi staff, c'era bisogno di svecchiare Washington. E Trump ci sta riuscendo davvero bene. Anzi, probabilmente non hanno mai visto niente di simile in vita loro.

Ciò che ti sei costruito da solo nessuno te lo può togliere.


Quarto motivo: i soldi

L'America ha sete di rinascita e dopo la crisi del 2008 l'economia sta finalmente andando alla grande. Chi meglio di un capitalista avrebbe potuto cavalcare il Toro di Wall Street? Di certo non Hillary, né i detrattori di Trump. E questo perché non c'è nessuno più capitalista di un capitalista di New York.


LESSON LEARNT: ci sono aspetti di un politico che valgono tanto da far dimenticare persino la sua pessima politica: a un bambino perdoniamo sempre tutto


Che Dio benedica l'America !!

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Ho letto Fire and Fury e ha funzionato. Mi sono addormentato.



Titolo più sbagliato non si poteva scegliere. Il libro di Michael Wolff è infatti una noiosa sequela di eventi a cavallo della vittoria di Trump che volenti o nolenti abbiamo tutti imparato a conoscere. Sarebbe stato meglio chiamarlo Crazy and Fool perché nel libro di FURY c'è davvero poco, forse un pò di FIRE quello sì, perché chi lo avrà comprato in forma cartacea lo brucerà subito dopo averlo letto. Io invece, non riuscivo a prendere sonno e la sua lettura me lo ha conciliato.

"Sono in uno stato costante di shock e terrore"

Il libro è scritto a mò di articolo, ma considerando la fretta e il mestiere di chi l'ha scritto, questo non stupisce. Sicuramente traspare quello che già sappiamo, ovvero che Trump non si aspettava di vincere le elezioni ma soprattutto che Trump è un ragazzino annoiato che si arrabbia se non ottiene ciò che vuole.

"E' peggio di quanto si possa immaginare." Diceva Gary Cohn, presidente del National Economic Council in una mail riportata nel libro. "E' un'idiota circondato da pagliacci. Trump non leggerà mai niente, nessun promemoria, nessun documento. Niente di niente. Non fa che alzarsi a metà di un meeting con leader mondiali solo perché si annoia. E il suo staff non è da meno. Kushner poi è un poppante laureato che non sa niente. Bannon invece è uno stronzo arrogante che pensa di essere più intelligente di lui. [...] Sono in uno stato costante di shock e terrore."

Ma Trump ha sempre sminuito, proprio come fosse in un gioco tra bambini.



Trump bambino

"Prendono tutto ciò che ho detto e lo esagerano." Comunicazione telefonica avvenuta dalla Casa Bianca nella prima settimana di mandato. "E' tutto esagerato. Le mie stesse esagerazioni sono esagerate."

"Ho vinto! Sono il vincitore, io non sono il perdente!" Diceva come un mantra dopo la vittoria.
“Potrò essere l'uomo più famoso del mondo!"

"Sarò il più grande produttore di lavoro che Dio abbia mai creato."

"È un ragazzo che odiava veramente la scuola e non ha certo intenzione di iniziare ad amarla adesso."

La fonte del libro è il già menzionato Steve Bannon, ex stratega dell'entourage di Trump, sette anni in marina ed ex dipendente del Pentagono con un MBA alla Harvard Business School. Bannon è stato fatto fuori dalla figlia Ivanka Trump nell'estate del 2017 perché troppo di destra. Ed evidentemente se la dev'essere legata al dito.

"Il tempo trascorso con Trump durante la campagna elettorale è stata un'esperienza disarmante: tutti intorno a lui erano idioti." Disse quello che era sempre vicino al presidente.


Il libro passa poi in rassegna sia la famosa frase scandalo detta nel fuori onda con Billy Bush, di cui eravamo già ampiamente a conoscenza, sia le spiegazioni impacciate riportate da Trump: "Non ero io a parlare, sapete bene quanto è facile oggi giorno alterare la voce di qualcuno."





Steve Bannon: Trump è il tipico maschio Alfa 

"Una volta, tornando col suo aereo e con un amico miliardario che aveva portato con sé una modella straniera, Trump, cercò di fare il simpatico invitandoli ad Atlantic City dove gli avrebbe fatto fare un giro del suo casino. Ma il suo amico assicurò alla ragazza che non c'era proprio niente di bello da vedere ad Atlantic City. Era un posto invaso da spazzatura bianca. 

"E cos'è questa spazzatura bianca?" Chiese la modella. 
"Sono persone come me." Rispose Trump. "Solo che sono poveri."


E poi c'è Murdoch che chiudendo il telefono con lui avrebbe detto. “What a fucking idiot."

O Jeff Bezos, il capo di Amazon che al contrario non si è mai curato troppo di entrare nelle grazie di padre e figlia Trumpisti. E grazie, aggiungiamo noi, con un patrimonio di 30 volte superiore, chi perderebbe tempo con uno come Trump? Nemmeno le minacce di tassare maggiormente le attività di Amazon hanno funzionato; e questo perché probabilmente Trump non aveva ancora capito che l'azienda fosse americana. 

Ma perché il presidente ce l'aveva tanto con Amazon? Semplice, perchè il suo inventore è anche l'editore del Washington Post, giornale che non gli ha certo reso facile gli ultimi mesi di campagna elettorale.


Continua il libro: dieci giorni prima dell'inaugurazione di Donald come 45° presidente, un gruppo di giovani membri del suo staff stavano guardando il presidente Obama che pronunciava il suo discorso di addio e dissero che Trump non ha mai ascoltato un discorso di Obama. 

"Sono così noiosi" Disse uno di loro.

O ancora, lo strafalcione su Mark Berman, giornalista del Washington Post, ne ho parlato qui.


"Non sono intelligente, sono un genio."



Trump avrebbe chiesto camere separate per lui e la moglie alla Casa Bianca. Non succedeva dai tempi di Kennedy. E durante i primi giorni ha ordinato due televisioni e una serratura nuova sulla porta, arrivando anche ad un piccolo scontro coi servizi segreti, che invece insistevano per avere sempre accesso alla sua stanza.

Poi ha rimproverato il personale delle pulizie per aver raccolto la sua camicia dal pavimento: "Se la mia camicia è sul pavimento, è perché io la voglio sul pavimento!"

E infine ha imposto una serie di regole: "Nessuno tocchi nulla, specialmente il mio spazzolino da denti." Questo perchè - continua Wolff - aveva paura che potesse essere avvelenato ed è anche uno dei motivi per cui gli piace mangiare da McDonald's.

"Se non cenava alle 18.30 con Steve Bannon, allora si metteva a letto a mangiare un cheeseburger guardando i suoi tre televisori e facendo telefonate."

"Riesci a immaginare quanto sarebbe dirompente e distruttivo se quello che fai ogni giorno lo fai improvvisamente alla Casa Bianca?" Avrebbe detto un vecchio amico di Trump.

Donald Trump on Instagram (@realdonaldtrump)


La questione Putin e l'FBI

E poi c'è la questione russa, affrontata con qualche dettaglio in più sui movimenti di Kushner e di sua moglie Ivanka, nonché cara amica di Wendi Murdoch e Dasha Zhukova, moglie del russo Abramovich. Ma in fondo, anche qui, di fatti meritevoli di attenzione non v'è traccia. Ci sono molte ipotesi, come quella parecchio fantasiosa che Trump possa essere un'inconsapevole pedina del Cremlino - un Manchurian Candidate

Insomma, da molto prima che fosse eletto, una certa america sta provando goffamente e in tutti i modi a non fargli fare il presidente, ma più ci prova e più Trump diventa forte. Questo succede perché ci sono fattori più importanti dell'essere un pessimo presidente, come quello di non tradire mai un amico, cosa che al contrario, sembra essere il leitmotif del libro di Wolff. E appellarsi al 25° emendamento per rimuovere un presidente incapace di fare il presidente sembra essere l'ennesimo folle escamotage che si ritorcerà contro i suoi detrattori.

“Non è soltanto pazzo.” Avrebbe detto Tom Barrack, amico d'affari ed alleato di Donald. “E' anche stupido.”

“E' Trump.” Dice Bannon. “E' quello che pensa di poter licenziare l'FBI.”


E per finire la chicca di Wolff che meglio descrive il contenuto di un libro che vuole ergersi con forza a novello Watergate:

"Trump non è nato per fare il politico, Trump è nato per fare il venditore."

Che scoop! 
Aggiungiamo noi.



Buonanotte.
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Fire and Fury: il libro su Trump rischia di essere un boomerang a vantaggio del Presidente

Michael Wolff intervistato alla NBC


Probabilmente il libro finirà col diventare la migliore delle pubblicità per Trump e dovremo sentirci dire "Avete visto? Ve l'avevamo detto che erano tutte balle!" La considerazione di Donald nei confronti del giornalista Michael Wolff ha ormai raggiunto picchi da seconda elementare: "Michael Wolff is a total loser."





E infatti il giornalista, intervistato alla NBC racconta di come tutti quelli che ha intervistato, considerino Trump un bambino e in quanto tale, abbia sempre bisogno di una gratificazione immediata."

Ma come dare torto al biondo presidente se Mark Berman, giornalista del Washington Post smentisce pubblicamente sul suo account Twitter di non aver mai fatto colazione al Four Seasons né di averci mai messo piede, come invece è raccontato nel libro di Wolff ? 


Va bene, magari nella fretta di arrivare alla pubblicazione, si è lasciata un pò perdere la questione del fact checking ma come dire, se questo è l'inizio...




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