lunedì 7 settembre 2015

David Recruiter

"Ciao Alberto, sono David Recruiter" (si, si è firmato proprio così..) "ho tra le mani il tuo cv che ho letto con interesse e vorrei proporti un lavoro di sei mesi a Vienna. bla bla ....dimmi quanto vuoi e se hai il permesso di lavorare in UK. La conoscenza del tedesco è obbligatoria."

Caro Davide, capisco che il mio cv ti abbia entusiasmato, e che forte di questo entusiasmo tu non sia arrivato in fondo al medesimo per capire se conoscessi o meno il tedesco. Sorvolerò chiaramente sulle tue credenziali ed eviterò di chiederti per chi lavori (nel controspionaggio è considerata maleducazione), non voglio nemmeno sapere da quando l'Austria sia diventata una colonia britannica per carità, ma insomma, costringermi a lavorare per sei lunghi mesi mi sembra davvero che si sfiori lo schiavismo.

cordialmente

giovedì 3 settembre 2015

La Simulazione di Sempronio

(leggi la puntata precedente)

Arrivo in ufficio come tutte le mattine, e come tutte le mattine di questa fresca estate sono costretto a rinfrescarmi in bagno. Certo, questo inizio Settembre non è paragonabile al mese di Luglio, ma visto che ci sono mediamente sette gradi in meno alla stessa ora, non cammino più a due chilometri orari, ma mi spingo oramai anche a quattro, quattro e mezzo. Il che significa che perdo tutto il vantaggio dei sette gradi di meno, soprattutto nella salita finale sotto al sole (un dislivello di quindici metri per centocinquanta in orizzontale).

Avevo fatto anche dei calcoli ben precisi per trovare la velocità giusta in quella salita affinché non si vada troppo piano per essere essiccati al sole, ma nemmeno troppo veloce da sudare come il primo ministro francese al congresso estivo di La Rochelle



A Luglio ho visto gente perdere il senno su quella salita. Non è che sia molto impegnativa, ma dopo aver parcheggiato a due chilometri di distanza e cominciato a sudare al km 0,050 non è che si è in condizioni di ragionare lucidamente. Soprattutto se sai che ti aspettano i sedici very conditioned gradi centigradi dell'ufficio.

Insomma ero in bagno.
Sciacquo il viso. Sciaquo i polsi.
Butto i fazzoletti nel water e tiro la sciacquone.

Squilla il telefono. E' Sempronio.
Per qualche strano scherzo della Samsung, quando la telefonata è importante il telefono s'impalla e non riesci a rispondere. Al contrario, quando non lo è, il telefono risponde per te.

"Oliva è lei?"
"Sì pronto?"
"Oliva ma che succede? Cos'è questo rumore?"
"Niente, sono in treno."
"Intende nei cessi del treno?"
"Noooo che dice."
"Allora Oliva, ho un proposta per lei. Progetto A dove non si sviluppa, progetto B dove si sviluppa per 18 mesi. Cosa sceglie?"

(ormai conosco il soggetto, non Sempronio in particolare, quanto il commerciale italiano...che poi essendo sviluppatore, la risposta sembrerebbe banale....appunto, è proprio con queste riflessioni che ho imparato a conoscere la categoria)

"Mi parli del progetto B."
"Benissimo! Deve sviluppare un software che faccia statistiche e simulazioni presso il cliente Tal dei tali"
(purtroppo per lui avevo già conosciuto il gruppo della Tal dei tali di cui parlava e sapevo benissimo cosa facesse)
"Conosco già chi ci lavora e non c'è nessuno sviluppo, il software già esiste e si tratta di lanciare delle banali simulazioni."

(silenzio)
(per la cronaca, ci lavora gente preparatissima, tra cui matematici che hanno fatto il dottorato di ricerca, l'attività però è tranquillamente svolgibile da un diplomato del liceo scientifico...questa è l'Italia)

"Beh Oliva, mi coglie impreparato."
(già che strano...)

mercoledì 2 settembre 2015

Il metodo del Simplesso

Tempo fa scrissi un libretto sulla Teoria dei Grafi che si diffuse rapidamente in tutta l'Università e oltre. Io non lo sapevo e cominciai a scoprirlo un giorno, quando aspettando un amico decisi di appoggiarmi in un'aula qualsiasi. C'era poca gente e quella poca che c'era stava studiando in religioso silenzio. A un certo punto la ragazza davanti a me si gira e mi fa: "scusa, tu sai se questo testo va bene per superare l'esame?" Il testo in questione era il mio.

Insomma, oggi apro la posta e leggo una mail di Aprile, un gentile quanto sperduto ragazzo mi chiedeva aiuto.

"salve...mi scusi sono qui che le scrivo perchè le devo chiedere un favore grande...
il mio professore ci ha incaricati di fare un programma in c nel quale carica una matrice di adiacenza in formato txt e il programma, dopo aver caricato la matrice in un vettore di liste ne deve fare una visita in ampiezza. Io ho provato a farlo, ma non so proprio come caricare la matrice in una lista... se io rendo la matrice statica (quindi non uso il grafo.txt) il programma sa riconoscere i nodi vicini i propri archi...mi manca poco per finirlo, ma proprio non riesco. Sto scrivendo a lei perchè il prof ci ha consigliato di usare il suo pseudocodice (stiamo facendo i grafi con il suo libro) ma...non riesco proprio a finirlo. le lascio il mio main.c, se riesce ad aiutarmi la ringrazio molto!
la ringrazio per il tempo dedicatami! Michael."


Caro Michael, visitare una matrice non è da tutti, specie se in ampiezza.
Per caricare un file da C è sufficiente usare la guida "come caricare un file da C" di Google.it nondimeno usare dello pseudocodice senza le dovute precauzioni e soprattutto, mentre si visita in ampiezza, può portare ad un rilassamento prematuro dei vincoli con relativa perdita dell'unicità.

Da qui il mio consiglio; quando non si sa che pesci prendere, si usi sempre il metodo del simplesso.

Cordialmente.


martedì 1 settembre 2015

Giornalismo: l'importanza del titolo

Un esempio su tutti ce lo da il Corriere della Sera, che alle 16.40 del 1° Settembre 2015 pubblica nella versione online del suo giornale:




un accostamento facile e sconvolgente avranno pensato in redazione, treni, gas, Germania

nel dettaglio però, il giornale ci svela la verità sulla notizia....





domenica 30 agosto 2015

la corsetta trimestrale

ero lì che adempievo alla mia routinaria corsetta trimestrale, quando a un certo punto al culmine dello sforzo, col fiato che mi stava abbandonando e con la vista sempre più annebbiata, sento una sgommata, poi un urlo, una macchina nera accelera, poi sento due ragazzine che gridano...gridano sempre più forte, panico, non capisco dove sono, mi guardo attorno, la macchina non c'è più e intanto da dietro un cassonetto esce un tizio tutto tatuato, mi fermo, l'adrenalina mi fa tornare la vista, strizzo gli occhi e metto a fuoco il tizio, i tatuaggi, mi rendo conto che non è un uomo, è una ragazzina dai capelli corti, questa alza le mani e da dietro sbuca la sua amica "noooooooooo" 
di nuovo panico, la macchina nera c'entrerà qualcosa? è una messinscena? poi sento del trambusto nel ristorante accanto, sembrano tavoli che volano, sedie che si rompono, dev'essere qualcosa di grosso, le ragazzine si avvicinano in tutta la loro grazia, la tatuata continua a dire "nooooo", mentre io cerco di capire come chiamare la polizia senza telefono, faccio un rapido grafico mentale delle opzioni sul piatto, curve tangenti e isometrie planimetriche, arrivo alla conclusione che la polizia non potrà essere sul posto in meno di quindici forse quindici minuti e mezzo, nel frattempo anche l'udito mi torna normale e sento un nuovo urlo da una Focus parcheggiata di fronte al ristorante: "goooooooooooooooooooò!!" le ragazzine alzano le mani al cielo e confermano in lingua celtica "gooooooooooooaaaaaaaaaal!!!"
a questo punto temo per la mia incolumità, mi rimetto a correre, anzi accelero, sono a un chilometro da casa, posso farcela, in condizioni normali ci avrei messo dieci forse dieci minuti e mezzo, ma quelle non erano condizioni normali, supero le ragazzine celtiche tatuate con le braccia al cielo, confermo loro con mezzo pugnetto di vittoria la mia fede calcistica, come a dire "sto correndo per andare allo stadio, speriamo non mi perda gli ultimi dieci minuti, ave Totti" giro la curva e scatto
all'orizzonte vedo una macchina nera (nera per metà) ferma in una rientranza, la stavano vestendo con la bandiera della Roma
da 0 a 1000 m in quattro forse quattro minuti e mezzo


venerdì 28 agosto 2015

per fortuna c'è Nadia

"buongiorno sono Nadia del customer care della (*****) "
"salve"
"mi può dare qualche dettaglio in più?"
"inchessenso?"
"per capire dov'è il problema"
"problema? io non ho nessun problema"
"mi è appena arrivata una segnalazione con il suo nominativo per (*****), è uno dei nostri prodotti"
(ci penso un pò su, capisco, identifico il giorno, faccio la differenza)
"ah si, ma sono passati tre mesi..."
"bene"
(bene un corno)
"mi vuole dire che problema è così vediamo di risolverlo?"
"guardi è sicuramente stato già risolto"
"si ricorda almeno che problema fosse?"
"dopo tre mesi dalla segnalazione?"
"posso fare qualcos'altro per lei?"
"no grazie"
"è stato un piacere sapere che il problema si sia risolto da solo, se ha ancora bisogno di noi, non esiti a contattarci!"


(da solo un cazzo!)


domenica 16 agosto 2015

La Barcaccia - Piazza di Spagna


niente ristorante questa sera

il pacco non arriva martedì all'indirizzo A, così chiamo il servizio clienti via chat per una riconsegna di mercoledì all'indirizzo B

Victor: allora, Alberto
Victor: se vuoi mi prendo in carico la tua situazione e mi occuperò personalmente di questo problema, faccio anche una segnalazione al corriere così la consegna sarà fatta al nuovo indirizzo

(se voglio? e perché non dovrei volerlo? bah...e poi già ti vedo che ti occupi 'personalmente' del problema, col frac, dentro la tua Lamborghini che tampini il camion del corriere, lo affianchi, guardi il conducente senza dire nulla, poi lo superi e nel giro di dieci secondi ti catapulti dentro al furgone, al posto di guida e col povero corriere bulgaro che viene sbattuto fuori nella scarpata)

Alberto: ok d'accordo, l'importante a questo punto è che arrivi all'indirizzo B
Victor: certo nessun problema, come dicevo prima, mi prendo in carico la situazione

(si si ok)

Victor: vedo che hai pagato anche 4,91 per la spedizione, questa spesa sarà restituita...il problema è che non posso fare oggi il rimborso della spesa, sarà fatto domani

(oh gesù, e se volessi andare al ristorante?)

Alberto: nessun problema
Victor: Alberto, posso fare altro per te?
Alberto: a posto così grazie

IL PACCO NON E' MAI ARRIVATO ALL'INDIRIZZO B
I 4,91 EURO SONO STATO CIUCCIATI DALLA CARTA ALL'ISTANTE

niente ristorante questa sera