sabato 6 settembre 2025

Trump ribattezza i ministeri: in nomine pater et filii et spirito(so) sancti

Con una mossa che ha lasciato il Congresso a bocca aperta, Trump ha annunciato una rivoluzione semantica per i dipartimenti governativi degli Stati Uniti. Dopo aver trasformato il Dipartimento della Difesa in Ministero della Guerra – perché, parole sue, “suona più forte, più diretto, più vincente” – Trump ha deciso di non fermarsi lì e ha svelato il suo piano per rinominare tutti i ministeri federali, dando loro quel tocco di “sobrietà” che, a suo dire, “riflette il vero spirito dell’Americano medio” (non il dito eh…)

“Signori, basta con questi nomi noiosi e burocratici! Voglio dei nomi che facciano tremare il nemico!” ha tuonato Trump mentre la folla agitava cartelli con scritto “Make Ministries Great Again”. 

E così, ecco il nuovo pantheon dei ministeri trumpiani, presentati con tanto di slogan e, in alcuni casi, di simboli ispirati a una galassia lontana lontana... 

Dal Dipartimento della Pubblica Istruzione al Dipartimento dell’Intelligence 

“Non stiamo più educando, stiamo creando intelligenze allo stato puro!” ha dichiarato Trump. “E voglio che ogni bambino americano sia più intelligente di un premio nobel cinese, più furbo di un premio nobel coreano e più sveglio di un presidente russo.” 

Nel suo discorso, Trump ha promesso di introdurre corsi obbligatori di “Intelligenza Trumpiana” e “Fisica di Donald” che dopo l’approvazione della legge sul maschilismo si chiamerà “Fisico di Donald”. 

Dal Dipartimento della Salute al Ministero della Forza 

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani sarà ribattezzato in Ministero della Forza, con un simbolo che non lascia spazio a dubbi: un cavaliere Jedi con una spada laser rossa, bianca e blu. 

“Gli americani del futuro saranno forti e invincibili. Festeggeremo la festa di questo Dipartimento il 4 Maggio, così tutti potranno finalmente dire “May the 4th be with you.” 

Dal Dipartimento del Tesoro al Dipartimento della Ricchezza

Il nuovo Dipartimento della Ricchezza avrà un logo che raffigura Trump mentre sparge banconote da 100 dollari come fossero bruscolini. 

“Il Tesoro è qualcosa di noioso, hai bisogno di una mappa, lo devi cercare e devi pure decifrare decine di enigmi. E’ una roba da contabili,” ha detto Trump. “La Ricchezza invece è ciò che l’America rappresenta!” 

Dal Dipartimento della Giustizia al Ministero della Verità

E poi il Ministero della Verità, perché (dice Trump) “La giustizia è un concetto vago, la verità invece è ciò che conta davvero. Quanti amici giusti avete? Ma quanti di loro conoscono davvero la verità?”

Un giornalista chiede “E i tribunali? Il sistema giudiziario?” 

“Tribunali? Quelli li gestiremo con un reality show. Si chiamerà America’s Got Justice.”

Dal Dipartimento del Lavoro al Ministero del Successo

“E infine - continua Trump - il Dipartimento del Lavoro diventerà il Ministero del Successo. Perché lavoro è una parola da operai, successo è invece ciò che voglio per ogni americano. Niente più sindacati, niente più salari minimi, non ce ne sarà bisogno. Ognuno sarà CEO di se stesso, e costruiremo l’Università della Vita. 

Insomma sarà fantastico, il miglior rebranding della storia!”




Nota: racconto liberamente ispirato a fatti di cronaca vera (alla fine la storia del Dipartimento della Guerra è vera)

martedì 2 settembre 2025

La fiamma che scalda il cuore (e la padella)

 Mi è sfuggita la foto di un migrante, un uomo senza nome, che si cuoce due uova in una padella sgangherata sulla fiamma del Milite Ignoto a Bruxelles, altro uomo senza nome. La fiamma eterna, quella che arde per ricordare un soldato belga senza identità, caduto nella Grande Guerra, simbolo di tutti i caduti senza nome. E ora, eccolo lì, quel fuoco sacro, a scaldare una colazione di fortuna in una foto ricca di significato. Se il Milite Ignoto potesse guardare dall’aldilà, cosa penserebbe? Forse vedrebbe l’ironia amara di un mondo che non smette di perdere pezzi. Lui, che ha dato la vita per un’idea di patria, per un confine che oggi sembra più un concetto astratto che un luogo vero e proprio, ora si trova a scaldare le uova di un uomo che quei confini li ha attraversati, forse scappando da una guerra non così diversa da quella di un secolo fa. 

Non è una profanazione, come gridano in molti, con un tono che mescola sdegno e superiorità. È qualcosa di più semplice, più umano, nondimeno di più tragico. Quella fiamma, pensata per ardere a futura memoria, per la prima volta in cent’anni si fa concreta, viva e necessaria. Non solo un lume per i ricordi, ma un fuoco che nutre una persona. E non è solo il gesto, è il contesto. È il fatto che viviamo in un’epoca in cui i simboli sono tutto e niente: li veneriamo, li fotografiamo, li usiamo per scaldarci il cuore o, a volte, la padella. Il Milite Ignoto, se oggi potesse parlare direbbe: “Ero un uomo anch’io, come te. Anche io ho avuto fame, freddo, paura. Anche io sono stato dimenticato come te, se non fosse per questa fiamma.” Il problema non è a questo punto l’uomo con la padella. Il problema è che il mondo che il Milite Ignoto ha difeso, non è un mondo che ha trovato posto per quest’altro uomo, quello che oggi cucina sulle sue ceneri. È lo stesso mondo che lascia gente povera vagare per le strade, mentre noi ci indignamo per un uovo fritto ma non per le vite spezzate che lo hanno portato fin lì. 

E mentre la fiamma del Milite Ignoto continua ad ardere, forse per la prima volta, la morte di quel soldato senza nome, non è stata poi così vana.






venerdì 13 giugno 2025

Il famoso membro imperiale

 


"Il pene di Napoleone è custodito in uno scrigno da Evan Lattimer, cittadino americano residente nel New Jersey, che l'ha ricevuto in eredità dal padre, un urologo che a sua volta lo aveva acquistato in un'asta a Parigi negli anni Settanta per 3.000 dollari. Dopo la morte di Bonaparte, il suo pene fu asportato e imbalsamato dal dottor Francesco Antommarchi, che ne eseguì l'autopsia di fronte a 17 testimoni nel 1821."


Qualcuno tra gli astanti a un certo punto avrà detto "Ehi ma che cazzo sta facendo il signor Antommarchi?"
"Signori..." Esordì il medico francese facendosi passare i ferri del mestiere. "Procediamo col pezzo forte."
Intanto qualcuno sussurra al vicino di sedia "Ho scommesso 18 franchi che non supera i 10 cm" e l'altro "Mio nonno diceva sempre - il mondo si divide in imperatori che lo mettono in mostra e in mammolette che lo misurano."
"Procediamo adesso con una penectomia imperiale...intanto chiedo al pubblico, c'è qualcuno che mi sa dire di che colore fosse il cavallo bianco di Napoleone?"
Dalle ultime file qualcuno rispose - e che cazzo ne so - qualcun'altro si alzò e andò a scommettere pure sul cavallo bianco di Napoleone.
"Bene signori...cercheremo di fare un lavoro come si deve, un lavoro ad arte, insomma di non fare le cose a minchia." Poi si gira verso l'assistente. "Bisturi e metro da sarta!"

"Lor signori sono membri?" Chiese intanto un sacerdote entrato in ritardo nel teatro operatorio. "Chiedo, lor signori sono membri del Comitato Penale?"
"Comitato Penale? Veramente noi siamo qui per vedere...."
"Per vedere e misurare!" 
"...si ecco per misurare il...."
"Misurare? Cosa dovete misurare?" Chiese il sacerdote.
"Cinque centimetri!" Il dottor Antommarchi urlò soddisfatto le dimensioni della creatura, mostrando a tutti il suo dito indice fermo sul metro all'altezza del numero 5. "Cinque centimetri. Millimetro più, millimetro meno." 

E fu così che "Il membro fu acquisito da un sacerdote, poi venduto a un commerciante di libri e poi ceduto al Museum of French Art di New York, dove rimase fino all'asta vinta dal signor Lattimer."


L’articolo da cui ho tratto ispirazione:

https://www.focus.it/cultura/curiosita/che-fine-ha-fatto-il-pene-di-napoleone-bonaparte

mercoledì 1 gennaio 2025

Nel girone dei fumatori

 Nel cuor di Milano, in un giorno che ‘l sole non volle illuminar più del necessario, giunse il decreto ch’avrebbe cangiato lo destino de li signor fumatori.



Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una città oscura, ché la diritta via era smarrita da un editto che Milano impose a dura.

E io che pensavo, di goder la rossa e lo tepor di questo novo sole, mi trovai invece in una landa sconcia, dove lo fumo era bandito e lo piacere pure.

"Chi siete voi, o anima dannata, che osate sfidare lo volere del Conte Sala, patron di queste lande. Chi siete voi, che con leggerezza e ardire, fate di Milano una contrada affumicata?"

Così mi parlò un vigile, custode di codesto novo editto, che non ha pari, dove lo fumo non più accolto diviene peccato come un tradimento al pari.

"Maestro, ma dove mai potrò fumare?" domandai con voce tremante e smarrita "Non certo dove altri uomini vivono, é nei parchi, né alle fermate della vita."

E lui, con tono grave e solenne, mi indicò un angolo remoto e solitario dietro lo cassonetto immondezzaio: "Qui straniero potrai fumare, ma non dir che ti ci ho mandato se tu non voi esser multato."

Così, nel limbo della contrada, dove lo fumo è relegato ad angusti e puzzolenti spazii, cerco un angolo che mi accolga, lontano dagli occhi e da li cuori afflitti.

E mentre lo sole tramonta su Milano, penso a come un tempo, senza divieto alcuno, godevamo della nostra libertà senza saperlo, mentre ora in questa nuova era, siam prigionieri di noi stessi.

venerdì 15 novembre 2024

E’ andata pressappoco così…

 “Signor Presidente, un tale di nome Musk ha detto qualcosa su di noi.”

“Su di noi? E che cosa avrebbe detto, ma soprattutto chi è?”

“Beh noi italiani, sulla magistratura in particolare. Vuole rimuovere tutti.”

Il Presidente balza in piedi sulla sedia. “Come sarebbe a dire che vuole rimuovere tutti? E mica può farlo questo qua.”

“Signor Presidente, è amico di quella là.”

Il Presidente si gira, poi torna su Amilcare. “Quellallà?”

Amilcare annuisce, in silenzio e abbassa la testa.

“Amilcare, dammi il telefono che lo chiamo subito.”

“No signore, se vogliamo parlare con lui, dobbiamo prima twittare.”

“Cosa dobbiamo fare?”

“Dobbiamo twittare su X…. cioé ICSARE su Twitter, insomma dobbiamo redarguirlo direttamente sul suo social.”

“Si….” Al Presidente si illuminarono gli occhi. Poi camminò lento verso la finestra.

“Però forse, una raccom…”

“No signore, le raccomandate sono passate di moda da dieci anni ormai.”

“Passate di moda…?” Il Presidente guardava il pavimento pensieroso quanto allibito.

“Si.”

“Mio Dio ma quanto tempo è che sono Presidente? Cosa mi avete fatto? Perché mi costringete qua dentro contro la mia volontà?”

“Si calmi signor Presidente, e mi ascolti. E’ colpa di Trump se si trova in questo orribile stato d’animo. Probabilmente ha voglia di gridare o di contare lei stesso tutte le schede elettorali dal Wisconsin all’Oklahoma, dal Texas fino alla Florida. Ma non deve mollare!” Amilcare teneva ben salde le spalle del Presidente tra la sue mani. “No…. e anche se avrà voglia di tagliarsi i capelli a zero o di gridare Biden è il mio presidente, NON-CEDA-PER-ALCUN-MOTIVO.”

“Va bene Amilcare, mi hai convinto. Ora lasciami però.”

Amilcare mollò la presa. Il Presidente si mise a sedere e ordinò. “Carta e penna Amilcare… è ora di twittare!”




lunedì 11 novembre 2024

Se Berlusconi potesse complimentarsi con Trump

Washington, 6 Nov 2024 - Oggi, cari amici lettori di "Forza News" abbiamo assistito a un evento che, lasciatevelo dire, farà tremare i polsi a quei giudici rossi e a tutta l'intellighenzia liberalamericana. Donald Trump, il mio collega d'oltreoceano, un uomo che sa come si fa business, come si conquista il cuore del popolo, e, diciamolo, che conosce il valore di un buon reality show, ha trionfato ancora una volta nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d'America.

Ecco, vi racconto com'è andata, come se foste stati lì con me, perché io, Silvio Berlusconi, l'ho capito subito, ancora prima che i risultati fossero ufficializzati. Trump, con il suo stile inconfondibile, ha detto chiaro e tondo: "Io vinco, punto". E ha vinto, malgrado tutte le previsioni di quei sondaggisti che, proprio come certi giudici qui da noi, non capiscono niente di “popolo”. Hanno cercato di fermarlo con processi, inchieste, accuse, ma lui, come me, è uno che il popolo lo sente, lo vive e lo capisce.


La sua vittoria è un segnale forte, un messaggio che dice: "Guardate qui, la gente vera ha parlato". E ha parlato a favore di chi promette lavoro, meno tasse per tutti, e soprattutto, chi sa come si fa a rendere un paese grande di nuovo. Ecco, questo è un concetto che io, conosco molto bene. L'Italia ha bisogno di un leader che sappia parlare alla gente, che sappia come stimolare l'economia, e che non si lasci intimidire da quei burocrati che credono di sapere tutto.



E poi, non posso non ammirare quel suo tocco personale di satira liberale. Trump, come me, sa che la politica è uno spettacolo, e perché non renderla allora divertente? Perché non avere un po' di brio, un po' di spettacolo? Dopotutto, la vita è uno show, e se c'è uno che sa come si mette in scena uno spettacolo, quello è Trump. E io, modestamente, potrei dargli dei consigli su come gestire una televisione o come cantare sulle navi da crociera... o magari un paio di idee per un reality politico.


Insomma, oggi possiamo dire che l'America ha scelto un presidente che sa cosa significa il successo, che non ha paura di andare controcorrente, e che, come me, ha il coraggio di dire ciò che pensa, anche se questo significa scatenare le ire dei benpensanti comunisti. È un giorno di festa per chi crede nel libero mercato, nella libertà d'espressione e in un leader che non si vergogna di essere se stesso. 

E ora, miei cari amici, brindiamo alla vittoria di Donald, e speriamo che da questa parte dell'oceano qualcuno prenda appunti. Forza Donald, Forza Trump, e, perché no, Forza Silvio!

venerdì 13 settembre 2024

Sono fiero di te, vecchia scureggia

Vabbè forse ci potevamo fermare al titolo, ma un sentimento di tenerezza mi obbliga a contestualizzare la triste fine del vecchio Joe, praticamente ex Presidente degli Stati Uniti che va in giro per il paese in cerca di una RSA decente.

Il contesto è una caserma dei vigili del fuoco in Pennsylvania per commemorare l’11 Settembre. Ed ecco che si apre involontariamente un siparietto tra Joe e un suo coetaneo ahimè, repubblicano. Il coetaneo lo chiameremo “vecchio Tom” e sembra più in forma di Biden. Oddio forse gli è morto il dentista ma credo che a quell’età ormai non sia più una grossa priorità anzi, avrà pure detto “e pure questo l’ho battuto”. Insomma il vecchio Tom si ritrova davanti il Presidente in carica che gli mostra un cappellino blu. Alché gli chiede se non volesse mica autografarglielo 

“ehi Joe che cosa fai con quel cappellino blu in mano? non vorrai mica autografarmelo?”

Ma Joe sta già cercando una penna nell’aria quando il vecchio Tom incalza perculandolo

“ti ricordi ancora il tuo nome?”

Biden sta al gioco, ci scherza su e poi si fa dare il cappellino rosso che ha in testa il vecchio Tom. Sul cappellino rosso c’è scritto TRUMP 

Il pubblico rimane in silenzio, si sentono solo i passi di Tom Cruise che corre veloce sui tetti per raggiungere la caserma dei vigili del fuoco prima che Joe faccia la gaffe del secolo e consegni la vittoria elettorale al Tycoon con due mesi di anticipo.

Il vecchio Tom ha un copione piuttosto semplice e così gli fa 

“ehi Joe che cosa fai col mio cappellino rosso? me lo vuoi autografare?”

Ma Joe se lo mette in testa, sopra al suo cappellino (sì, un terzo cappellino). Un double berretto con patate e sorride alle telecamere.

Intanto Ethan Hunt continua a correre, fa qualche salto, si sloga la mascella ma corre ancora, e più forte di prima.

Il vecchio Tom esplode in un YEAAA YAAAAA! Applaude forte insieme agli astanti, anch’essi divertiti da Joe il Clown.

“sono fiero di te, bravo” dice Tom “bravo, VECCHIA SCUREGGIA!”